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Brezioso scrigno firmato Tabanlyoglu ARCHITECTS

1 marzo 2018 Francesca Oddo/Abitare Since 1961 Foto: Abitare Since 1961

ISTANBUL - Ad Istanbul la Biblioteca Statale Beyazýt, abbandonata per anni, oggi è nuovamente aperta e accoglie tutti coloro i quali vogliano conoscere il patrimonio librario che custodisce: 25mila fra manoscritti e libri.
Il contesto è quello di Beyazýt Square, nella parte europea della città, dove a partire dal 1500 gli Ottomani fecero costruire un complesso costituito da una moschea, ancora oggi esistente, una madrasa, diventata Museo dell’Arte Calligrafica, e un caravanserraglio, nel quale oggi si trova appunto la prima biblioteca statale della Turchia, fondata nel 1884.
Scrigno prezioso che conserva la storia e si affaccia nella contemporaneità, la biblioteca ha un’atmosfera eterea, rarefatta, quasi mistica. Opera di Tabanlýoðlu Architects, fra gli studi più attivi nello scenario dell’architettura contemporanea in Turchia, l’intervento esprime molto chiaramente l’intenzione dei suoi progettisti: aprire una finestra sulla memoria storica attraverso un approccio contemporaneo minimalista, che sottolinea le qualità dello spazio storico trasportandole in un contesto linguistico attuale. «L’approccio minimalista mira a mantenere intatta l’atmosfera e la storia del luogo», spiegano i progettisti. «Le soluzioni scelte rispettano ed enfatizzano il valore della memoria del complesso originario, rispetto alla quale diventano una nuova pagina del tessuto architettonico.
Proprio come Istanbul, risultato di una teoria di stratificazioni urbane che si sono sedimentate in 10mila anni, e che oggi convivono in armonia». Fra gli elementi più significativi del progetto, la grande “scatola” di vetro nero trasparente dedicata alla custodia dei volumi rari esprime pienamente questa visione del progetto: come un cuore di natura realmente inestimabile, riflette sulle sue pareti la pietra della struttura originaria, stabilendo un confronto materico ed evocativo. Sotto la biblioteca, poi, si trovano i resti di una basilica bizantina: il progetto li rivela attraverso un pavimento a vetri che ne consente l’esplorazione dall’alto. Il dialogo fra le diverse dimensioni temporali, molto lontane fra loro, produce un gioco di interazioni capace di conferire al complesso un’immagine rinnovata e di potente suggestione.