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La sede del Patriarcato sempre a Costantinopoli

22 febbraio 2018 Nikos Tzoitis/La Stampa Foto: La Stampa

ISTANBUL - Il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, rivolgendosi ieri ad un numero ormai modesto di giovani rimasti a Costantinopoli, accorsi per celebrare la messa per l’inizio della Quaresima ortodossa, ha sottolineato che la sede del patriarcato rimarrà per sempre a Costantinopoli, aggiungendo che, anche se sono rimasti in pochi, continueranno ad offrire i loro servigi di diaconia alla Chiesa di Cristo ed all’intera umanità. 
«I nostri Santi - ha detto il primate ortodosso - sono i nostri migliori ambasciatori ed intermediari al cospetto del nostro Signore Salvatore e le nostre chiese e monasteri, fondati dai nostri antenati in loro onore, esigono che noi cristiani preserviamo e abbiamo cura di questi sacri monumenti, insieme al loro significato spirituale, per consegnarli così alle future generazioni. In tal modo la tradizione della nostra stirpe, potrà continuare di generazione in generazione». 
«Abbiamo vissuto per anni, per secoli - ha proseguito Bartolomeo - su queste terre ed in particolare in questa città, definita come la regina delle città, vicino a questa nostra martoriata Chiesa di Costantinopoli, la quale nonostante abbia sofferto, ha resistito e sopravvissuto e continua ad accogliervi e vi promette che persisterà assiduamente nella sua tradizione di servire il gregge del Nostro Signore, sino alla fine dei secoli». 
«Malgrado in queste parti della Terra siano avvenuti grandi cambiamenti e le condizioni e congiunture politiche abbiano provocato grossi capovolgimenti - continua il patriarca di Costantinopoli - la sede del Patriarcato ecumenico rimane stabilmente sempre qui, fissa ed inamovibile, dedita ad offrire i suoi servigi di diaconia ai cristiani ortodossi, a lavorare per l’unità dei cristiani e contribuire al bene dell’ umanità e della sua civiltà». 
«Tutti noi, anche se siamo in pochi, insieme agli ortodossi nel mondo che vedono il Patriarcato ecumenico come un punto di riferimento e che nei momenti di pericolo hanno alzato la loro voce per la sua salvaguardia, dobbiamo proseguire sulla stessa strada tracciata dei nostri predecessori», ha concluso il patriarca.