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La rotta dei calzaturieri

17 ottobre 2020 Servizio ripreso da Mauro Nucci/RestoCarlino Foto: Il Resto del Carlino

BOLOGNA - "Regole chiare e reciproche per toccare con mano l’importanza di mercati chiave per il nostro settore, quali sono la Turchia e la Cina". Su queste direttrici sta lavorando il direttivo della sezione calzaturiera di Confindustria Centro Adriaco, guidato dal presidente Luigi Fenni.
Gli imprenditori hanno analizzato il quadro internazionale sempre più complesso. Il Coronavirus è ancora il protagonista ed è quello che decide i tempi del mercato. "Gli ordini sono diminuiti sensibilmente, purtroppo le incertezze su aperture e chiusure di negozi e attività incidono. E il problema, emerso con chiarezza durante il direttivo, è che nessun mercato è indenne a questa situazione. Tantomeno quello italiano", ha affermato il presidente che ha affrontato diversi temi, partendo da una parola, "reciprocità", che secondo Fenni "ha una grande importanza spesso dimenticata, soprattutto a livello politico. I turchi vendono in Italia? Nulla in contrario, ma il nostro sistema deve adottare controlli come quelli che noi dobbiamo affrontare quando portiamo le nostre scarpe nel loro Paese, dove ci chiedono ogni tipo di certificazione. Bisogna assolutamente che a livello nazionale si affronti questo tema. Le nostre imprese non possono più attendere". Discorso chiaro che incide anche sui rapporti con il mercato cinese.
"In questo caso il tema è la tutela della proprietà intellettuale, dai marchi ai brevetti. Questo è il mercato del futuro secondo Ice e sistemi economici, ma per il settore moda è anche il più pericoloso. Quello che i calzaturieri chiedono ad Assocalzaturifici e quindi alla politica, è di fare lobby sul Governo italiano affinché affronti la questione, altrimenti è difficile che il nostro distretto possa essere protagonista, nonostante l’alta qualità della manifattura che ci rende perno del settore lusso". Terzo ed ultimo tema di livello internazionale affrontato con dovizia di particolari è quello riguardante le sanzioni verso la Russia, da sempre primo mercato di riferimento per gli imprenditori calzaturieri del distretto Fermano e non solo.
"Dobbiamo tornare a fare pressioni sulla politica non solo italiana – afferma il presidente Fenni – per far sì che le stesse sanzioni siano eliminate. Questa, come accennato, è una partita si gioca in Europa. Non credo che in molti si rendano conto di cosa significhino le sanzioni per i buyer russi, già colpiti come tutti dalla crisi economica, oltre alla svalutazione del rublo. Dobbiamo capire bene cosa non sta funzionando" ha finito Fenni. La sezione da lui guidata, ha cosi predisposto un questionario inviato a tutti gli associati, con la preghiera di restituirlo compilato, i cui risultati dovrebbero far emergere con forza i principali problemi verso i mercati stranieri che oggi frenano l’export del settore moda.