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Le banche chiudono i rubinetti

24 dicembre 2019 Servizio ripreso da Vittorio Da Rold/Bus.Insid Foto: Bus.Insid Ozan Kose/Getty Images

ISTANBUL - La straordinaria carriera politica di Erdogan è nata a Istanbul in qualità di sindaco e per questo il presidente turco ha visto la perdita del suo partito nella metropoli del Bosforo come una sconfitta personale. Non a caso ha tentato di votare una seconda volta con pretesti legali, ma l’esito del voto ancora una volta è stato negativo. Ora l’Akp, il partito di maggioranza relativa, cerca di strangolare finanziariamente la giunta municipale dell’opposizione a  Istanbul.
Ce la farà? La vicenda è aperta. Intanto nel cantiere di una stazione della metropolitana alla periferia di Istanbul, le macchine sono ferme e i lavoratori rimangono inattivi.
Lanciati nel 2016, i lavori su una nuova linea metropolitana da 550 milioni di euro per collegare la parte asiatica di Istanbul sostituendo i traghetti che attraversavano il Bosforo hanno dovuto essere congelati dopo che diverse banche statali si sono rifiutate di continuare a finanziare il Progetto. Già l’anno scorso, la caduta della moneta turca accompagnata da una breve recessione ha avuto un impatto sui finanziatori, ma questa volta il problema sembra politico.
Nel marzo 2019, il municipio di Istanbul è caduto nelle mani dell’opposizione laica e di sinistra, il cui candidato Ekrem Imamoglu ha inflitto un’umiliante sconfitta al presidente Recep Tayyip Erdogan e ha posto fine a 25 anni di governo musulmano-conservatore al timone della  più grande città turca. Ma la nuova squadra di Imamoglu, del Partito Popolare Repubblicano (CHP), il partito di Kemal Ataturk, il fondatore della Turchia moderna, ha denunciato le manovre che dicono siano volte a minare il suo mandato, compreso il rifiuto delle banche statali di prestare soldi alla città.
“Non ci stanno nemmeno più prestando soldi per finanziare le spese correnti“, ha detto Imamoglu ai giornalisti il mese scorso. “Penso che sia una conseguenza dell’impatto psicologico che la perdita del municipio ha avuto dopo 25 anni di governo. Spero sinceramente che rivedano le loro posizioni su questo argomento”, ha aggiunto.
Il suo entourage vede la manovra come la longa manus di Erdogan e del suo partito filo-islamico, l’AKP. Secondo Anthony Skinner della società di consulenza per i rischi, Verisk Maplecroft, il presidente Erdogan non vuole vedere il suo rivale godere dello stesso successo che ha segnato il suo mandato come sindaco negli anni ’90, gli inizi di un’ascensione che lo porterà al potere. “Rifiutando di mantenere in vita i prestiti al comune, le banche pubbliche, che forniscono circa il 40% dei prestiti totali in Turchia, intendono mettere i bastoni nelle ruote del team di Imamoglu”, ha affermato Skinner all’Afp.
In passato, Erdogan aveva utilizzato importanti progetti infrastrutturali per aumentare il suo prestigio, come il nuovo aeroporto di Istanbul, il terzo ponte del Bosforo o il tunnel sottomarino che collega le coste europee e asiatiche del città. Interrogato circa le probabilità che la situazione migliori, Imamoglu ha preferito rispondere con un sorriso. “Quando le banche pubbliche saranno in forma migliore, sarò felice di dirvelo”, ha detto all’AFP. Nel frattempo, è stato all’Europa che il sindaco è stato costretto a rivolgersi. Il mese scorso, ad esempio, il comune di Istanbul ha ottenuto un prestito di 110 milioni di euro dalla Deutsche Bank, mentre l’Agenzia francese per lo sviluppo ha concesso un prestito di 86 milioni di euro per riavviare la costruzione della metropolitana. “Alcune banche pubbliche non prendono in mano nemmeno il telefono quando vengono chiamate, perché immaginano che sia per ottenere un prestito…” spiega il portavoce del municipio, Tarik Balyali.
Imamoglu ha ereditato un debito di 28,8 miliardi di lire turche, circa 4,5 miliardi di euro. E per continuare il lavoro di espansione della rete metropolitana, il municipio ha bisogno di raccogliere circa 3 miliardi di euro. L’interesse sul solo debito è di 1,5 miliardi di lire, pari a uno stipendio di un anno per tutti i dipendenti del comune. Il CHP accusa inoltre il partito al governo di aver cercato di mettere i bastoni tra le ruote a Imamoglu trasferendo al governo la gestione di parte dei “megaprogetti” del municipio, come il ponte sul Bosforo. Ma secondo Anthony Skinner, la strategia di Erdogan è rischiosa. “Erdogan sta cercando di contrastare i piani di sviluppo dell’Imamoglu a Istanbul aumentando al contempo il sostegno di cui gode l’AKP, senza far sembrare il nuovo sindaco una vittima oppressa, il che potrebbe alimentare un risentimento che potrebbe trasferirsi nelle urne”, afferma. “Erdogan ha aumentato la sua popolarità quando era sindaco ergendosi contro il potere centrale che gli era ostile”. La storia potrebbe ripetersi ma con un altro personaggio. Un incubo per Erdogan.