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Il piano di Erdogan

martedì 10 aprile 2019 Servizio ripreso da Marta Ottaviani/formiche Foto: formiche

ISTANBUL - L’economia turca riparte da riforme strutturali per il sistema bancario e finanziario.
Ne è sicuro il ministro delle Finanze, Berat Albayrak, incidentalmente anche genero di Recep Tayyip Erdogan, che ha illustrato il piano di rilancio dell’economia nazionale, messa a dura prova non solo dalla crisi internazionale, ma anche da quella valutaria, particolarmente grave dall’agosto scorso, quando il presidente americano, Donald Trump, ha dichiarato una vera e propria guerra all’omologo americano Erdogan, fatta di dazi e di rafforzamento del dollaro sulla lira turca.
“Continueremo a implementare la nostra disciplina fiscale – ha spiegato Albayrak – ci saranno incentivi che riguarderanno alcuni settori. Prenderemo anche provvedimenti per garantire una tassazione più giusta su gruppi a reddito più alto”. Il ministro ha garantito che questa azione continuerà almeno per quattro anni e sarà facilitata dal fatto che non ci saranno elezioni nel frattempo.
Ci saranno poi per il 2019 provvedimenti riservati agli investitori stranieri, che potranno contare su coperture di debiti per quasi 5 miliardi di dollari nelle banche nazionali e l’aumento di livelli di capitale in quelle private. Prestiti che convoglieranno nei settori più strategici per l’economia turca, nelle esportazioni e nella produzione locale. Si tratta del più grande intervento pubblico dalla grave crisi del settore bancario nel Paese, che risale al 2001.
Per quanto riguarda i consumi, il ministro ha annunciato che la Turchia lancerà un progetto nazionale sull’agricoltura, che aiuterà a combattere l’inflazione e i prezzi dei prodotti alimentari. Ma per tutti i dettagli si dovrà aspettare il mese di maggio.
A fine 2018 la Lira turca ha perso circa il 30% del suo valore nei confronti del dollaro, con tutte le conseguenze sull’economia nazionale, sulle importazioni e i consumi interni.
Adesso, per il ministro, arriva la parte più difficile: convincere gli investitori stranieri. Ieri dopo le sue parole la lira turca ha avuto un andamento molto ondivago, segno che il titolare del dicastero è stato convincente fino a un certo punto. Nelle prossime settimane, Albayrak inizierà un tour mondiale, che avrà come prima tappa gli Stati Uniti. L’accoglienza che verrà riservata al ministro e l’impatto che la sua presentazione avrà sugli investitori Usa, sarà determinante per capire se il pacchetto sarà davvero in grado di impattare positivamente sull’economia nazionale.