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Punti vendita pubblici

mercoledì 8 febbraio 2019 Servizio ripreso da Il Messaggero Foto: Dreaamstime

ISTANBUL - Melanzane di Stato e peperoni pubblici. È questa la ricetta preparata da Recep Tayyip Erdogan per contrastare l'inflazione galoppante in Turchia, che minaccia di metterlo in difficoltà davanti ai suoi elettori nel cruciale voto amministrativo previsto tra 50 giorni.
Per frenare il malcontento popolare sui prezzi schizzati alle stelle di molti beni di consumo, il suo ministro delle Finanze (e genero di Erdogan), Berat Albayrak, ha dichiarato che dalla prossima settimana alcuni Comuni creeranno dei punti vendita pubblici di frutta e verdura per contrastare le «speculazioni» dei commercianti privati. «Non permetteremo a qualcuno di mettere le mani nelle tasche del nostro popolo. Introdurremo le misure più rigide possibili contro chi cerca di sfruttare la situazione per far pagare prezzi eccessivi», ha minacciato Albayrak.
La mossa giunge dopo che nei giorni scorsi alcune grandi catene avevano annunciato il ritiro dagli scaffali di molti supermercati nei quartieri a basso reddito di diversi prodotti alimentari, ritenuti ormai troppo cari per la loro clientela. Tra questi, ce ne sono però molti che i turchi mettono in tavola quotidianamente: i peperoni e la melanzane, che sono alla base di moltissime ricette della cucina tradizionale, ma anche cipolle e patate. Dopo aver superato a ottobre il 25%, record negativo degli ultimi 15 anni, le nuove politiche di disciplina finanziaria introdotte da Ankara hanno ridotto a gennaio l'inflazione al 20.3%. Ma gli aumenti per il paniere di frutta e verdura sono stati ben maggiori, con una crescita annua del 64%.
Erdogan ha accusato i commercianti di speculare, approfittando delle «condizioni di mercato» anziché «rinunciare al profitto per aiutare il Paese e la nazione» in un momento difficile.