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Confermato l'Impegno

18 settembre 2018 Francesco Gerosa/Milano Finanza Foto: Milano Finanza

MILANO - Unicredit conferma il proprio impegno in Turchia dove è presente con la partecipata al 41% Yapi Kredi, il quarto istituto di credito del Paese. La quota vale a bilancio 2.5 miliardi di euro, una partecipazione contabilizzata a patrimonio che la capogruppo ritiene strategica.
"Dalla Turchia c'è un impatto limitato, anche per Unicredit ", ha assicurato Fabrizio Saccomanni, presidente di Unicredit , intervenendo stamani al Bloomberg European Capital Markets Forum. "C'è un impegno a rimanere in quel Paese", ha aggiunto, sottolineando che "con un approccio a lungo termine le nostre opinioni sono positive".
Secondo Saccomanni "non ci sono situazioni particolari sui mercati emergenti. La situazione è molto diversa dal 2008 sia per quanto riguarda la Turchia che l'Argentina", ha puntualizzato. Ma allo stesso evento il ceo di Deutsche Bank  AG, Christian Sewing, ha ammesso che la crisi turca ha colto di sorpresa molti attori del mercato, che l'incertezza è elevata e che potrebbero esserci rischi di contagio per altre economie emergenti. Peraltro il rialzo dei tassi di 625 pb deciso la scorsa settimana dalla Banca centrale turca ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli istituti di credito europei più esposti al Paese: oltre a Unicredit , Bbva, Ing e Bnp Paribas .
L'amministratore delegato di Unicredit , Jean-Pierre Mustier, ha aggiunto che la banca è completamente focalizzata sullo sviluppo organico. "Vorrei insistere sul fatto che Unicredit  abbia un piano di trasformazione basato esclusivamente su ipotesi organiche", ha affermato Mustier a una conferenza sulla regolamentazione bancaria a Parigi. "Il management di Unicredit  è concentrato al 100% sullo sviluppo organico". La banca è stata oggetto di persistenti speculazioni su una fusione con un'altra banca europea e più volte il dito è stato puntato sulla francese Société Générale .
Più in generale il presidente Saccomanni ha osservato che dal punto di vista europeo sarà assolutamente importante completare il progetto dell'Unione bancaria e affrontare questioni di grande importanza che riguardano la creazione di un mercato dei capitali unico. In futuro, ha continuato, "vedremo molta competizione dall'esterno, anche da società di hi-tech che ci fanno concorrenza senza avere una regolazione, penso sia corretto costruire un campo di gioco equo".
Il presidente di Unicredit  ha anche caldeggiato la costituzione di un'Authority europea per i mercati dei capitali. "Come per altri progetti importanti dell'Europa, penso ci dovrebbe essere un'istituzione preposta ai mercati dei capitali europei". Parlando poi della manovra che il governo Conte si appresta a varare, "l'obiettivo del governo è quello di ridurre il deficit/pil e credo che la richiesta dell'Ue sui limiti di bilancio sia una preoccupazione ma non credo che" questi limiti verranno sforati, ha sottolineato Saccomanni. Anzi, "possiamo sentirci rilassati. La manovra credo che sarà in linea con l'attività finanziaria ed economica dell'Europa e aiuterà la crescita del Paese", ha concluso.
A Piazza Affari il titolo Unicredit  cede al momento l'1.24% e scivola a quota 13.56 euro.