Blob

Tagliato il rating di 18 banche

30 agosto 2018 Money.it Foto: Money.it

ROMA - Nuova tegola per la Turchia e il suo sistema bancario. L’agenzia di rating Moody’s questa mattina ha comunicato la decisione di procedere con il downgrade del rating su 18 banche e 2 compagnie finanziarie del Paese.
Le misure annunciate oggi concludono il periodo di revisione dei rating avviato il 7 giugno scorso in seguito alle continue e crescenti pressioni sul Paese innescate della deriva totalitaria del regime del Presidente Recep Tayyip Erdoðan.
Moody’s in una nota spiega che i downgrade riflettono l’aumento notevole del rischio in Turchia. «Un’eventuale ulteriore virata negativa del sentiment degli investitori, infatti, potrebbe ridurre l’accesso ai finanziamenti», ha sottolineato l’agenzia di rating, avvertendo che i rischi di contagio della Turchia sono maggiori per i titoli sovrani esternamente deboli, con scarsa accessibilità al debito.
Le notizia dell’azione intrapresa da Moody’s espone ulteriormente Unicredit alle tensioni del fronte turco. La società di rating statunitense ha inoltre abbassato il rating dei covered bonds emessi da sei banche turche tra cui Yapi Kredi Bank, la controllata turca di Unicredit già finita nel mirino degli speculatori agli inizi del mese di agosto.
La Yapi Kredi Bank è il quarto istituto creditizio della Turchia. Secondo quanto riportato con 788 sportelli e 365.1 miliardi di asset, espressi in lire turche (circa 53 miliardi di euro). L’istituto guidato da Jean Pierre Mustier detiene il 41% nell’istituto di Istanbul ed è fra gli azionisti di maggioranza insieme alla famiglia turca Koç.
La banca turca è consolidata con il metodo del patrimonio netto e il suo contributo al conto economico è rappresentato dalla quota di utili realizzati. Secondo un calcolo di Credit Suisse diffuso in un report di inizio agosto, la partecipazione turca è valutata da Unicredit a libro 2.5 miliardi ma l’attuale valore di mercato stimato in appena 1.5 miliardi.
Ricordiamo che lo scorso aprile l’istituto italiano ha partecipato all’aumento di capitale lanciato da Yapi Kredi con un investimento di 330 milioni di euro, mentre il 3 maggio a Londra il gruppo bancario turco ha presentato il piano industriale piano “Yapi Kredi 2020”.
Sebbene la partecipazione nell’istituto con sede ad Istanbul non è considerata dal management del gruppo milanese tra gli asset vendibili è comunque stata oggetto di valutazione a causa dell’incertezza economica e politica imperante in Turchia.