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Astaldi vede la luce

mercoledì 29 giugno 2018 Simone Filippetti/Il Sole 24 Ore Foto: Il Sole 24 Ore

ROMA - Astaldi fa un grosso passo avanti verso la «Zona Salvezza». L’attesa assemblea straordinaria, chiamata a votare una maxi-ricapitalizzazione da 300 milioni, ha dato il via libera al piano di messa in sicurezza del colosso romano delle costruzioni, gravato da debiti per 1.2 miliardi.
Ma soprattutto è arrivata la rassicurazione sulla vendita del Ponte sul Bosforo, passaggio cruciale che il mercato aspettava con trepiazione. Immediata la reazione a Piazza Affari: in un’altra giornata negativa per la Borsa di Milano, Astaldi viaggia in territorio positivo.
I soci, di fatto la famiglia di Paolo Astaldi che detiene la maggioranza del capitale, hanno approvato con una maggioranza bulgara (il 99.94% dei voti favorevoli) l’aumento di capitale. Obiettivo «è il rafforzamento patrimoniale e finanziario della società che le consentirà di meglio perseguire i piani di crescita ed ulteriore rafforzamento delineati nel Piano Strategico 2018-2022». Lo snodo centrale del complesso piano orchestrato con le banche creditrici ruota attorno alla vendita della grossa concessione del Ponte sul Bosforo, opera ciclopica costruita proprio da Astaldi e inaugurata nel 2016. E’ necessario che Astaldi raccolga liquidità dalla dismissione dell’asset perché tutto il piano si metta in moto: senza la vendita, non entreranno i nuovi soci giapponesi di IHI, in predicato di rilevare il 18%, e le banche non garantiranno la ricapitalizzazione (ossia non si faranno carico delle azioni che rimarranno invendute).
Il processo di vendita della concessione «è una trattattiva in fase avanzata» ha rassicurato Paolo Astaldi, presidente della società. «Sono operazioni complesse e che richiedono tempo per essere fatte»ha aggiunto ricordando anche che le elezioni in Turchia hanno rallentato l’iter. Il candidato compratore sarebbe un consorzio turco-cinese: l valore di libro dell’ opera è di 350 milioni. Ma che le cose si stiano mettendo sulla strada giusta lo dimostra anche il futuro ingresso nel board di un rappresentante di IHI (dopo che l’assemble ha modificato appositamente lo statuto).