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Affaccio sull'Adriatico

7 aprile 2108 Jasna Vulkicevic/Osservatorio Balcani e Caucaso Foto: Osservatorio balcani e Caucaso Alexandr Zyk

(Pubblicato originariamente da Radio Slobodna Evropa, selezionato e tradotto da Le Courrier des Balkans e OBCT)

PODGORICA - Dopo una decina d'anni trascorsi nel mondo della ristorazione a Izmir, Turchia, Melih Pekiyi ha deciso di tentar fortuna in Montenegro. Ormai è un anno che ha aperto, assieme ad un socio, turco anch'esso, un punto ristorazione dove vende kebab, a Budva. “Siamo soddisfatti, ogni giorno i clienti aumentano”, racconta Melih. “Apprezzano i sapori nuovi e un nuovo modo di concepire la cucina”.
“Le formalità amministrative non sono state una grande barriera ma in ogni caso, mettere in piedi un'attività, non è facile da nessuna parte. Abbiamo dovuto imparare una nuova cultura, capire le abitudini dei consumatori qui. I primi tre, quattro mesi sono stati molto duri, ma ora tutto va per il meglio”, continua Melih. A suo avviso adattarsi ala nuova realtà è stato piuttosto facile: il modo di vivere dei montenegrini assomiglia molto a quello di casa sua, la costa mediterranea dell'Asia minore.
Come Melih anche numerosi altri cittadini turchi hanno deciso di investire in Montenegro. “Ve ne sono che aprono piccole attività, altri invece comperano case. A loro piace la vita qui e ritengono che sarà ancora meglio dopo l'adesione del Montenegro all'UE”, afferma il giovane imprenditore. “Si può vedere come un investimento sul futuro”.
A Budva hanno avviato proprie attività anche molti negozianti di vestiti. Sono loro molte delle boutique nei luoghi più prestigiosi della città vecchia. Ma sono attività esclusivamente stagionali. Sempre a Budva, nel 2017, è stato inaugurato un hotel a quattro stelle finanziato da un uomo d'affari turco. D'altronde l'interesse turco per il settore immobiliare montenegrino è in continua crescita. Neda Dabović, dell'agenzia Montenegro Prospects, lavora da tempo con clienti turchi. “Sono dei buoni clienti, amano fare affari”, rassicura lei.
“Il fenomeno ha iniziato ad avere una certa consistenza da alcuni anni”, continua la giovane dirigente “Si tratta soprattutto di investitori o cittadini che desiderano spostare il loro business in Montenegro. Poi vi sono dei singoli alla ricerca di un bene immobile. Obiettivi principali sono Budva, Kotor e Tivat, sulla costa, ma i turchi vanno anche nella capitale Podgorica”.
Ed è per precisione a Podgorica che i primi grandi investimenti turchi sono sbarcati dopo la dichiarazione di indipendenza del Montenegro, con, nello specifico, il grande centro commerciale Mall of Montenegro e l’hôtel Ramada .
Tosçelik ha investito nelle acciaierie di Nikšić tandis e Global ports è diventata co-azionaria del terminal commerciale del porto di Bar. Infine la banca Ziraat ha aperto una propria succursale nel paese.
Ciononostante alcuni di questi investimenti sono risultati fallimentari. Il principale buco nell'acqua è stata la costruzione della marina di Budva, a cui aspiravano i gruppi Doğuş e Startex. L’annuncio del loro investimento da 35 milioni di euro aveva provocato ingenti manifestazioni, tali da farli rinunciare e preferire la gestione del complesso di Porto Novi a Herceg Novi, gestione avviata nel gennaio 2018.
Anche lo stesso governo turco sta investendo in Montenegro. L'Agenzia turca di cooperazione e di sviluppo, la TIKA, una delle armi principali di soft power in mano alle autorità turche, ha speso negli ultimi anni quasi 20 milioni di euro per finanziare circa 300 progetti. Fondi che sono stati investiti nel campo dell'educazione, della salute, dell'agricoltura, del patrimonio culturale, ma la TIKA ha anche finanziato la ricostruzione di edifici religiosi come quello della scuola coranica di Podgorica.
Investimenti che non sorprendono Jasmin Spahić, uno dei fondatori del portale on-line Crna Gora – Turska che monitora la cooperazione economica tra il Montenegro e la Turchia. Sono molteplici i fattori che, a suo avviso, hanno favorito l'avvicinamento tra i due paesi: tra questi la sottoscrizione di accordi di libero scambio e di numerosi memorandum di cooperazione bilaterale e l'attivazione di una linea aerea diretta Podgorica-Istanbul, con più voli quotidiani durante l'estate. Attualmente cittadini turchi hanno partecipazioni in 960 aziende montenegrine, di cui 700 sono di loro esclusiva proprietà.
“La procedura per avviare un'azienda in Montenegro è semplice e rapida e questo attira gli investitori turchi. In secondo luogo il tasso di imposte è del 9%, ben inferiore a quello turco che raggiunge il 22%. In terzo luogo il Montenegro attrae perché è parte della Nato ed il suo processo di integrazione nell'Ue pare molto più avanzato di quello dei paesi vicini”, spiega Spahić.
Secondo i dati della Banca centrale montenegrina, la Turchia sarebbe al nono posto nella classifica degli investitori esteri in Montenegro, con un totale di 21,5 milioni di euro investiti nel 2017. In testa a questa speciale classifica vi sono gli Emirati arabi uniti (93 milioni di euro), la Russia (55), l'Italia (48), l'Azerbaijan (45).
Secondo Neda Dabović gli investimenti turchi aumenteranno nei prossimi anni. “In questi ultimi tempi investitori turchi si stanno interessando all'acquisto di terreni per costruirvi edifici residenziali, commerciali o turistici. Credo che gli uomini d'affari turchi siano ancora in una fase di studio del mercato montenegrino. Gli investimenti maggiori quindi non sono ancora arrivati”, spiega.