Blob

Paradisi fiscali

martedì 24 novembre 2917 Vittorio Da Rold/Il Sole 24 Ore Foto: Il Sole 24 Ore

BRUXELLES L’Unione Europea potrebbe includere il mese prossimo la Turchia nella “lista nera” dei paradisi fiscali, una mossa che potrebbe ulteriormente deteriorare i rapporti già tesi tra Ankara e Bruxelles .
Un gruppo di lavoro europeo che verifica “le giurisdizioni non cooperative a fini fiscali” ha concluso che «il paese non è sufficientemente impegnato, a rendere più trasparente il sistema fiscale». Il gruppo di lavoro sul “Codice di condotta fiscale” potrebbe raccomandare ai ministri delle Finanze dell'Ue di mettere il 5 dicembre la Turchia nella “lista nera” dei paradisi fiscali.
Tra Turchia e Usa scoppia la guerra dei visti: Borsa e lira vanno giù
L'inclusione potrebbe rivelarsi una grave danno di immagine per Ankara e provocare pressioni agli investitori europei per un ritiro degli investimenti sul Paese della Mezzaluna sul Bosforo. Diversi stati, tra cui la Francia, sostengono la necessità di comminare le misure punitive, come l'esclusione dai finanziamenti. Anche la Germania sostiene la necessità di bloccare i fondi ad Ankara della banca statale KfW Bank, della Bei e della Bers. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato che l'UE potrebbe tagliare i fondi di preadesione alla Turchia come risposta alla repressione in corso nel Paese sulle sue istituzioni democratiche. Ecco spiegato perché la lira turca in questi giorni sta andando a picco perdendo da settembre il 17% del valore rispetto al dollaro, mentre l’inflazione galoppa a due cifre.
La Turchia ha informato l'UE che avrebbe completato i lavori necessari per la condivisione delle informazioni fiscali entro il 2019, data limite per i paesi in via di sviluppo, secondo quanto riferito da Reuters. Così Ankara ha detto di aver promesso, in una lettera spedita all’Ue la scorsa settimana, che avrebbe completato tutto il necessario come richiesto.
Secondo Bloomberg, una risposta turca è stata inviata il 9 novembre, anche se non ha soddisfatto alcuni criteri chiave, tra cui un impegno sufficiente per la trasparenza. La lira turca ha perso i suoi guadagni di giornata sulle notizie negative sul fronte fiscale con Bruxelles.
Gli ambasciatori che rappresentano i governi dell'Ue dovranno discutere dell'elenco prima della riunione dei ministri delle Finanze europei. Ben 36 Paesi potrebbero essere inclusi nella black list tra cui, secondo Reuters, la Serbia, l'Armenia, le isole Cook, le isole Marshall, Panama e la Tunisia. A sette giurisdizioni caraibiche è stato concesso più tempo per mettersi in ordine in virtù dei gravi danni che hanno subito dai recenti uragani. Gli impegni dei territori del Regno Unito, tra cui Guernsey, l'isola di Man e Jersey sono stati per ora ritenuti sufficienti ad evitare la trappola della lista nera. Almeno fino a che Londra non sarà uscita dall’Unione europea, poi si vedrà anche questo spinoso e mai risolto capitolo di tensione.