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Vendita di armi al Ruanda

9 ottobre 2021 Servizio ripreso da Giuseppe Gagliano /Notizie Geopolitiche

ROMA - Sotto la guida del colonnello Ismail Demirtas, addetto militare turco nella regione dei Grandi Laghi, Ankara sta cercando di offrire nuovi sbocchi alla sua industria della difesa concentrandosi sul Ruanda.
Dal 21 al 24 settembre, diversi pesi massimi turchi di questo settore hanno visitato Kigali per incontrare il maggiore generale Albert Murasira, ministro della Difesa, il generale Jean-Bosco Kazura, capo di stato maggiore delle forze di difesa del Rwanda (RDF), nonché il tenente generale Mubarakh Muganga e Jean-Jacques Mupenzi, capi delle componenti terrestri e aeree dell’esercito. Le delegazioni, guidate dall’ambasciatore turco in Ruanda Burcu Çevik, rappresentavano le aziende di elettronica per la difesa Aselsan e Havelsan, il produttore di veicoli corazzati Otokar e il dronista STM.
L’obiettivo di Ankara è rafforzare la sua partnership militare con il Ruanda, le cui forze armate sono particolarmente esperte. Sono attivi in ​​missioni di pace nella Repubblica Centrafricana (Minusca), Sud Sudan (Minuss) e Somalia (Amisom). Il Ruanda è impegnato da luglio contro l’autoproclamato gruppo jihadista che dilaga nella provincia del gas di Cabo Delgado in Mozambico, dopo che il presidente ruandese Paul Kagame è stato avvicinato dal suo omologo Filipe Nyusi.
Sulla mappa il Ruanda è visto come un pezzo mancante in un arco di nascente influenza turca, che si muove da Mogadiscio a Kampala. Mentre la Somalia beneficia largamente delle dotazioni militari turche, come testimonia l’ultima consegna di blindati BMC ad agosto, e di un’importante missione di addestramento e supervisione, Kenya e Uganda hanno optato per l’acquisto di mezzi leggeri e cioè di Veicoli Katmerciler, anche se da parte Nairobi l’affare deve ancora essere concluso.