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Cresce ul commercio tra Turchia e Cina

13 maggio 2021 Servizio rfipreso da Xinihua/Ansa

ISTANBUL - La Turchia e la Cina sono riuscite a sviluppare e diversificare la loro crescente relazione commerciale nonostante la pandemia da Covid-19, mentre quest'anno si celebra il 50° anniversario dei legami diplomatici tra le due nazioni.
I due Paesi hanno stabilito relazioni diplomatiche nel 1971 e da allora il rapporto tra loro si è intensificato a livello politico, culturale ed economico.
Al 2020 il volume commerciale degli scambi tra Cina e Turchia è di circa 24 miliardi di dollari e, secondo gli esperti, nonostante la pandemia, Pechino e Ankara hanno incrementato le partnership commerciali e le transazioni in modo significativo.
Dalle cifre pubblicate dall'Istituto di statistica turco è emerso che il volume del commercio Cina-Turchia è aumentato del 44% nei primi tre mesi del 2021, raggiungendo gli 8 miliardi di dollari.
Gli osservatori concordano sul fatto che l'Iniziativa Belt and Road (BRI) proposta dalla Cina, avviata per creare una rete globale di infrastrutture e trasporti, ha reso più facile l'esportazione di merci nel Paese asiatico attraverso l'uso di treni.
Sin dalla fine del 2020, infatti, è operativa una ferrovia che parte da Istanbul e che copre una distanza di 8.693 chilometri attraverso la Turchia, la Georgia, l'Azerbaijan, il Mar Caspio e il Kazakistan, fino a raggiungere la città cinese di Xi'an.
Il tempo necessario per trasportare le merci tra la Turchia e la Cina è sceso da 30 a 12 giorni e questo rappresenta un importante passo avanti nell'intesa commerciale, in quanto permette di ridurre i costi come ha dichiarato all'agenzia di stampa Xinhua Hasan Safak, direttore generale della ditta di trasporti Fevzi Gandur Logistics, che ha sede a Istanbul.
Safak ha anche sottolineato che il commercio attraverso i treni merci ha bisogno di tempo per raggiungere la piena maturità commerciale, dicendo "credo che col tempo questa alternativa al trasporto marittimo guadagnerà sempre più campo".
Il direttore generale ha elogiato le politiche economiche e produttive del governo cinese, definendole "molto efficienti" in un momento in cui il commercio globale sta assistendo a una ripresa, grazie anche ai programmi di vaccinazione portati avanti dai Paesi con le economie principali che stanno mostrando risultati positivi nella lotta contro il Covid-19.
"Nel prossimo futuro, la Cina è destinata a diventare un centro di produzione globale", ha osservato Safak.
"Questo gesto deve essere elogiato, perché punta a ridurre il deficit commerciale della Turchia", ha aggiunto Colakoglu. Nonostante l'impatto negativo della pandemia sul commercio globale, i principali produttori di smartphone cinesi come Xiaomi, Oppo e Vivo hanno fatto investimenti diretti in Turchia nell'ultimo anno, avviando impianti produttivi a Istanbul, il centro finanziario della Turchia.
Anche il colosso cinese di Internet Alibaba ha recentemente investito 350 milioni di dollari in un aumento di capitale della società di e-commerce turca Trendyol, secondo le segnalazioni dei media che citano un documento del Registro delle Imprese del Paese.
Alibaba ha acquistato Trendyol nel 2018, una delle più note piattaforme di e-commerce della Turchia, che ha ottenuto il sostegno di investitori stranieri e detiene una posizione di primo piano nel mercato dell'e-commerce nazionale.