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Studenti picchiati dalla polizia

27 febbraio 2021 Servizio ripreso da fanpage.it

ISTANBUL - Continua in Turchia l'ondata di violenza da parte della polizia nei confronti degli studenti scesi in piazza a protestare contro il regime di Erdogan.
Una serie di arresti e repressioni iniziata il 4 gennaio 2021, quando il Presidente turco ha nominato un nuovo rettore fiduciario presso la prestigiosa università del Bosforo. Di fronte a questa scelta unilaterale, gli studenti insieme a diversi insegnanti si sono uniti in una serie di manifestazioni pacifiche nelle principali piazze e strade di Istanbul. E' infatti consuetudine che all'interno delle università il rettore venga scelto fra una rosa di papabili indicata dallo staff accademico. Quest'ultimo non ha invece avuto alcuna voce in capitolo nell'elezione di Melih Bulu, politico vicino al partito Erdogan. Secondo la direttrice del bureau di Istanbul di Human Rights Watch, Emma Sinclair-Webb, si tratta di una decisione volta a controllare il mondo universitario e limitare la libertà di espressione di cui la Boðaziçi è ancora un baluardo.
Centinaia di giovani di età compresa tra i 20 e 28 anni sono stati arrestati direttamente nelle loro case. "La polizia ha fatto irruzione all'alba in tenuta anti sommossa, ci ha ammanettati come se fossimo dei criminali e ci ha portati in commissariato", racconta Havin, studente LGBTQ arrestato due volte dall'inizio delle proteste. "La polizia ci carica come se fossimo dei terroristi armati, utilizzando una violenza sproporzionata rispetto alla situazione. Siamo stati picchiati in testa e sul corpo, ammanettati, schiaffeggiati e insultati", rincara Hasan, anche lui imprigionato per aver preso parte a delle manifestazioni a Istanbul.