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Paradisi fiscali e lista nera

16 febbraio 2021 Servizio ripreso da Antonio Pollio Salimbeni/Il Sole 24 Ore-Radiocor Plus

BRUXELLES - Secondo alcune fonti la decisione se inserire la Turchia - eventualmente - nella lista nera dei paradisi fiscali, verrebbe presa a ottobre. Ankara si difende con l'argomento che la verifica della residenza fiscale dei cittadini turchi nella UE è molto complicata trattandosi di sei milioni di persone.
I ministri finanziari, stando a fonti europee, hanno concordato di dare alla Turchia tempo fino a giugno per avviare lo scambio di informazioni automatiche con i sei Paesi con i quali cio' non avviene. A settembre dovrà aver comunicato le informazioni a tutti gli Stati membri per l'anno 2019. Se ciò non avvenisse entrera' nella 'lista nera'.
'L'approccio incoerente dei Governi europei rende la lotta ai paradisi fiscali meno credibile e quindi fallimentare. Se la UE fissa scadenze per la Turchia, deve insistere affinché siano rispettate. La scadenza del termine e' coincisa con la fine della presidenza tedesca del Consiglio. Quando è diventato chiaro che la Turchia non avrebbe attuato le richieste, la Germania avrebbe dovuto reagire. Il Parlamento europeo ha a lungo criticato la mancanza di trasparenza con cui viene decisa la lista UE dei paradisi fiscali. Il prezzo di questa mancanza di trasparenza e' un considerevole danno fiscale in Europa, che il pubblico in generale deve pagare.
Considerando il conflitto di lunga data tra Cipro e la Turchia, l'approccio eccessivamente esitante della UE è deplorevole, ha commentato l'eurodeputato verde tedesco Sven Giegold.
Fanno parte della lista nera (istituita nel 2017) i Paesi non appartenenti all'Unione europea che incoraggiano pratiche fiscali abusive, erodono i gettiti fiscali degli Stati membri provenienti dalle imprese. Le giurisdizioni non ancora conformi a tutte le norme fiscali internazionali ma che si sono impegnate ad avviare riforme figurano, invece, nella lista grigia. Una giurisdizione e' rimossa dalla lista allorche' soddisfa tutti i suoi impegni.
A gennaio l'Europarlamento ha approvato una risoluzione in cui si invita la Ue a modificare il sistema utilizzato per redigere la lista Ue dei paradisi fiscali giudicato "confuso ed inefficace". La lista nera ha avuto un "impatto positivo", ma non e' stata "all'altezza del suo potenziale in quanto le giurisdizioni che attualmente contiene coprono meno del 2% delle perdite di gettito fiscale a livello mondiale". Secondo i deputati deve essere rivisto il criterio per stabilire se un Paese ha un sistema fiscale equo e rispetta la norme Ocse; dovrebbero essere bocciate modifiche solo simboliche ai sistemi fiscali; la semplice esistenza di un'aliquota fiscale 0% 'dovrebbe includere automaticamente un Paese nella lista nera".