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Incriminato monaco siro-ortodosso

13 febbraio 2020 Servizio ripreso da Agenzia Fides

MARDIN - Le autorità turche hanno formalmente incriminato il monaco siro ortodosso Sefer Bileçen per complicità con organizzazioni e attività terroristiche. Il monaco era stato arrestato insieme ad altre due persone lo scorso 9 gennaio dalle forze di sicurezza turche con l’accusa di aver offerto aiuto e copertura a membri dell’ala militare del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), bollato come organizzazione terroristica dal gGverno di Ankara.
L’incriminazione del monaco, resa nota dalle autorità turche solo sabato 8 febbraio, in realtà era stata formalizzata già il 16 gennaio scorso, quando al religioso era stato concesso di uscire dal carcere con l’obbligo di non allontanarsi dalla sua residenza.
Jon Koriel, presidente delle Assyrian Policy Institute (organizzazione impegnata nella difesa dei diritti delle comunità siriache), ha dichiarato: "Siamo profondamente preoccupati per le accuse ingiustificate mosse a padre Sefer e per il messaggio minaccioso che la sua vicenda invia al resto della comunità siriaca in Turchia. Chiediamo alle autorità turche di far cadere tutte le accuse contro di lui, senza precondizioni”.
I gruppi che monitorano la condizione delle comunità cristiane sire in Turchia hanno registrato negli ultimi anni un crescente numero di arresti subiti da appartenenti a quelle comunità con accuse di connivenza con il Pkk.
Padre Sefer Bileçen, sacerdote del Monastero di Mor Yakup a Nusaybin (l’antica Nisibi, attualmente compresa nella Provincia turca di Mardin), dopo il suo arresto era stato condotto davanti a un giudice del tribunale locale con l’accusa di fiancheggiamento nei confronti di “un'organizzazione terroristica"”. Per lui si erano aperte immediatamente le porte del carcere.
Nei giorni successivi all’arresto, i media turchi avevano riferito che le indagini sul monaco erano iniziate nel settembre 2018, quando le telecamere montate su due droni dei servizi di sicurezza turchi avevano filmato due militanti del PKK che entravano nel monastero di Mor Yakup. Da quel momento, il monastero e in particolare il monaco Sefer, erano stati posti sotto sorveglianza dai servizi di intelligence. Nel settembre 2019, un miliziano del Pkk arrestato dalle forze di sicurezza turche aveva confessato di aver visitato più volte il monastero di Mor Yakup per mangiare, bere e rifocillarsi. Anche altre testimonianze pubblicate sui media turchi hanno confermato che la presunta “complicità” contestata dalle autorità turche al monaco siro-ortodosso, consisteva nella semplice offerta di cibo e bevande a persone che dicevano di essere affamate e di avere sete.