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Fuga operai Anka dalla Libia

domenica 12 novembre 2017 Agenzia Nova

TRIPOLI - Gli operatori della società turca Anka presenti a Obari, nel sud della Libia, hanno lasciato la zona dopo il rapimento di quattro loro colleghi avvenuto venerdì scorso. Il primo gruppo di lavoratori ha lasciato ieri Obari a bordo di un aereo.
Il sito della centrale elettrica della zona dove erano stati chiamati ad intervenire ha pubblicato le foto della loro partenza dall’aeroporto. Il resto degli addetti partirà nei prossimi giorni mentre la centrale resterà ferma senza alcuna possibilità per la popolazione del sud della Libia di risolvere i propri problemi di mancanza di energia elettrica.
Il vicepremier del Governo di Accordo nazionale libico di Tripoli, Ahmed Maiteeq, ha assicurato ieri che il suo esecutivo è al lavoro con le forze di sicurezza locali per arrivare alla liberazione dei quattro tecnici stranieri, tre turchi e un tedesco, rapiti la scorsa settimana a Obari, nel sud della Libia, dove si trovavano per riparare un impianto di produzione di energia elettrica. Il governo libico è al lavoro e sta “trattando con i rapitori per arrivare alla loro liberazione”. Parlando ieri con l’ambasciatore turco in Libia, Ahmet Dogan, il vicepremier ha spiegato che questo episodio non inciderà sulla presenza delle compagnie turche in Libia, ribadendo di essere al lavoro per ottenere la liberazione degli ostaggi e impedire che accada di nuovo. Un commando armato a bordo di quattro jeep ha rapito sabato scorso, 4 novembre, tre operatori turchi e un ingegnere tedesco vicino alla stazione elettrica di Obari, 100 chilometri a sud di Tripoli.