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Convocato sottosegretario amb.ta Usa

lunedì 9 ottobre 2017 Agenzia Nova

ANKARA - Il sottosegretario dell'ambasciata Usa ad Ankara è stato convocato dal ministero degli Esteri turco in seguito alla decisione di Washington di interrompere l'erogazione dei servizi relativi ai visti nel Paese.
Lo riferiscono fonti del quotidiano "Hurriyet", ricordando che Ankara ha già sospeso le domande di visto per la Turchia da parte dei cittadini Usa. Gli sviluppi odierni si inseriscono nella disputa in corso tra i due paesi a seguito dell'arresto di un dipendente del consolato statunitense in Turchia. L'uomo, arrestato il 4 ottobre, è stato accusato di presunta affiliazione all’Organizzazione gulenista (Feto, facente capo al predicatore islamico Fethullah Gulen e ritenuta responsabile del fallito golpe del 15 luglio 2016). Il Governo Usa, le cui relazioni diplomatiche con la Turchia del presidente Recep Tayyip Erdogan sono sempre più tese, "giudica l’accusa infondata”.
L’ambasciata Usa in Turchia si è detta “profondamente irritata” dall’arresto e ha deprecato la fuga di notizie che imputa, riferisce il quotidiano "Wall Street Journal", a “fonti del Governo Erdogan”.
In particolare, l’impiegato deve render conto alla giustizia turca di aver legami con un ex procuratore e quattro ex capi di polizia turchi che nel 2013 condussero un’inchiesta sulla corruzione che avrebbe coinvolto alleati del presidente Erdogan. Secondo il governo turco, Feto avrebbe cercato di rendere pubblica l’indagine, un’accusa, precisa il “Wall Street Journal”, che Gulen respinge da sempre. Le trattative per l’estradizione di Gulen, che vive nello stato della Pennsylvania dal 1999, sono ferme dopo il tentativo, fallito, di scambio fatto nello scorso settembre. Erdogan si era detto disponibile a rilasciare un religioso statunitense, Andrew Brunson, in carcere da quasi un anno, per attività terroristiche, spionaggio in affiliazione con Feto. Accuse respinte sia dall’interessato, che dal governo Usa.