Attualità

Un protocollo UE che non ha discusso i dettagli

8 aprile 2021 Servizio di Jean Quatremer/www.liberation.it - Dagospia Foto: Rai News

BRUXELLES - L’ufficio del presidente turco Recep Tayyip Erdogan è rimasto sbalordito quando ha ricevuto, mercoledì mattina, un'e-mail poco diplomatica firmata dal capo di gabinetto di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea.
Secondo le nostre informazioni, la tedesca Bjoern Seibert si è indignata per l'"umiliazione" inflitta alla von der Leyen dalla Turchia durante la visita ufficiale che ha fatto ad Ankara il giorno prima, e non esita ad affermare che ciò renderà più difficile la trattativa sulla modernizzazione dell'accordo dell’unione doganale che lo lega ai Ventisette...
Ankara ha subito chiamato Charles Michel, il presidente del Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo, anch'egli presente al viaggio, per informarsi sui motivi di questa minacciosa e-mail,  visto che la presidenza turca non ha capito assolutamente come avrebbe maltrattato Von der Leyen. L'ex primo ministro belga ha dovuto rassicurare i suoi interlocutori spiegando che si è trattato di uno sfortunato malinteso...
Perché Seibert ha avuto una tale esplosione di rabbia, che avrebbe potuto portare a un incidente diplomatico mentre gli europei stanno cercando di riallacciare i rapporti con questo partner difficile? La scena, che ha fatto il giro dei social network, si è svolta martedì nel palazzo presidenziale del presidente turco, all'inizio dell'incontro tra Recep Tayyip Erdogan, Mevlüt Cavusoglu, il suo ministro degli Esteri, Charles Michel e Ursula von der Leyen.
I quattro entrano nell'enorme sala riunioni per accomodarsi, non attorno a un tavolo, ma in modo più informale su poltrone e divani. Ma la scena appare, a prima vista, scioccante: se Erdogan e Michel siedono su poltrone affiancate (a distanza per via del Covid), Von der Leyen e Cavusoglu devono sedersi su divani posti perpendicolarmente. Von der Leyen rimane in piedi, sbalordita, e non esita a mostrare la sua sorpresa. Alla fine, va a sedersi con disappunto al centro dell'enorme divano, lontano da Michel ed Erdogan.
Insomma, la regia dà l'impressione che Erdogan l'abbia consapevolmente maltrattata relegandola su un divano come semplice segretaria. Da lì a fare il collegamento con il suo disprezzo verso le donne (ha ritirato il suo Paese il 19 marzo dalla Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne), è stato un attimo: un passaggio che hanno fatto in tanti, sia sui social che al Parlamento europeo. E nemmeno Charles Michel è risparmiato: perché non ha reagito?
Come sempre, attenzione alle immagini. In realtà, i turchi non hanno assolutamente nulla a che fare con questa “coreografia” che è frutto del protocollo dell'Unione Europea. Infatti si tratta di un "accordo interistituzionale" del 1 marzo 2011 che prevede che il presidente del Parlamento europeo venga prima, seguito dal presidente del Consiglio europeo, dal presidente di turno del Consiglio dei ministri e, infine, il presidente della Commissione.
In altre parole, quando i presidenti del Consiglio europeo e della Commissione sono in missione in paesi terzi, il primo è ufficialmente il capo della delegazione, non il secondo. Insomma, non esiste "una poltrona per due", contrariamente a quanto ha detto Eric Mamer, portavoce della Commissione: «I presidenti delle due istituzioni hanno lo stesso grado nel  protocollo e spetta alle autorità turche, responsabile dell'incontro, spiegare perché è stato offerto quel posto alla signora Von der Leyen».
In realtà spiega un diplomatico: «I turchi, che hanno una mente molto gerarchica, hanno semplicemente applicato alla lettera l'ordine del protocollo europeo». Soprattutto «non è chiaro quale sarebbe stato l'interesse di Erdogan di umiliare il presidente della Commissione quando, come tedesca vicina ad Angela Merkel, è la sua migliore alleata. Se avesse voluto trasmettere un messaggio, Michel, considerato l’uomo di paglia della Francia, sarebbe stato più appropriato».
«Pensare che voleva umiliare una donna vuol dire conoscerlo male: ha dimostrato di non avere problemi a trattare con le donne occidentali», ha aggiunto un suo collega. Soprattutto «Erdogan è stato molto premuroso durante la visita - ha detto un testimone - È nel suo interesse stringere la mano tesa dagli europei in un momento in cui gli Stati Uniti non sono più pronti ad accettare il loro espansionismo aggressivo, con la loro economia in declino e le difficoltà sulla scena politica interna».
Tuttavia, quando è entrato nella stanza, Charles Michel, vecchio politico, ha visto che c'era un problema, soprattutto quando ha notato la furia di che Ursula von der Leyen. Ma cosa poteva fare? Alzarsi e dare la precedenza a Ursula von der Leyen? Chiedere una sedia aggiuntiva? Sarebbe stato umiliante far capire ai turchi di aver commesso un errore quando tutto era stato attentamente negoziato a monte...
Da qui la reazione particolarmente inopportuna di Seibert, il suo capo di gabinetto, che, senza alcun mandato, si è permesso di minacciare un governo straniero per fargli piacere... Insomma, se ci fosse stato uno scandalo, non avrebbe dovuto rivolgersi ad Ankara, ma a Bruxelles.