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I leader UE ad Ankara per ricucire con Erdogan

6 aprile 2021 Servizio ripreso da la Repubblica.it Foto: la repubblica.it

BRUXELLES - Un incontro "franco" ma "positivo", utile a rilanciare i rapporti tra Unione Europea e Turchia. Ursula von der Leyen e Charles Michel volano ad Ankara da Recep Tayyip Erdogan e portano a casa il risultato.
Almeno per ora, visto che il percorso sarà "lungo". L'Europa chiede al Sultano di proseguire la de-escalation nel Mediterraneo orientale con Grecia e Cipro, di continuare a ospitare i profughi siriani e di rispettare i diritti umani ("non negoziabili"). Così come affrontano il tema della presenza turca in Libia. Sul piatto mettono la promessa dei governi del continente di una nuova tranche di soldi europei per i migranti, di vantaggi economici e una nuova politica sui visti. Di fatto le storiche richieste di Erdogan per comportarsi da buon vicino. 
Il clima tra Europa e Turchia rispetto alla fine del 2020 è cambiato. Sembrano archiviate le tensioni sulle trivellazioni nelle acque territoriali di Cipro e Grecia e gli scontri tra Bruxelles ed Ankara per le sanzioni ad esse collegate. Stesso discorso per le frizioni diplomatiche su Siria e Libia e le minacce di Erdogan di riaprire la Rotta balcanica accompagnate da massicci sbarchi sulle isole greche. Per questa ragione al summit di marzo i capi di Stati e di governo si sono dati l'obiettivo di normalizzare i rapporti con il presidente turco. Messaggio che Michel e von der Leyen, presidenti di Consiglio e Commissione Ue, hanno portato ad Ankara. Un percorso "progressivo e proporzionale" in vista del vertice europeo di giugno per il quale è necessaria "una prolungata de-escalation". Mosse che gli europei hanno concordato con gli Usa: prima di vedere Erdogan, von der Leyen e Michel hanno incontrato l'ambasciatore americano in Turchia trovando, spiegano fonti europee, "un completo allineamento".
In parole povere, se Erdogan non si renderà protagonista di nuovi strappi e provocazioni, al summit di inizio estate i capi di Stato e di governo tramuteranno in realtà quella "agenda positiva su migranti, economia e legami tra i popoli" promessa ad Ankara. La Commissione Ue già ci lavora. E conterrà, appunto, un nuovo assegno che si sommerà ai 6 miliardi per i migranti sborsati nel 2016: "La UE - ha affermato Michel - apprezza che la Turchia ospiti 4 milioni di rifugiati e concorda sul fatto che l'assistenza finanziaria europea continui: la Commissione presenterà una proposta". Inoltre sul tavolo Bruxelles mette maggiore cooperazione economica con una nuova Unione doganale che aggiorni e approfondisca quella lanciata nel 1995 a vantaggio del Pil turco e visti più facili per far entrare i cittadini turchi in Europa. Nel do ut des europeo potrebbe entrare anche il futuro di Tripoli, come spiegava Michel: "Le differenze rimangono, ma emergono nuove opportunità di pace e stabilità soprattutto in Libia. Tutti i combattenti e le truppe straniere devono lasciare il territorio libico". 
Nelle parole di von der Leyen è emerso anche che "il rispetto dei diritti fondamentali è cruciale per l'Europa: la Turchia deve rispettarli". La tedesca ha affermato di essere "profondamente preoccupata per il fatto che la Turchia si sia ritirata dalla Convenzione di Istanbul" sul contrasto alla violenza di genere: "E' chiaramente il segnale sbagliato in questo momento". La presidente della Commissione europea ha garantito che i diritti "devono essere parte integrante della nostra relazione". I prossimi mesi diranno se per gli europei avranno pari dignità dei dossier geopolitici.