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Salvini cerca di sabotare i rapporti bilaterali

11 aprile 2019 Servizio ripreso da Agenzia Nova Foto:

ANKARA - Il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini è “da sempre impegnato nel sabotare i rapporti tra la Turchia e l’Italia”.
Lo si legge in un comunicato del ministero degli Affari Esteri di Ankara a proposito della mozione della Camera dei deputati italiana sul riconoscimento del genocidio armeno. Secondo la Turchia, la mozione rappresenta “un nuovo esempio dell’uso delle rivendicazioni armene come strumento di interesse politico interno” e “non sorprende che sia stata preparata dal partito della Lega, il cui leader Matteo Salvini si è sempre impegnato nel sabotare i rapporti tra la Turchia e l’Italia”.
“Ciò che sorprende e rattrista – incalza il comunicato - è che la suddetta Camera sia diventata una pedina della Lega all’interno del piano organizzato per rafforzare la sua posizione alle elezioni per il Parlamento Europeo. In realtà, portare all’ordine del giorno le già note rivendicazioni armene in ogni circostanza, o prima delle elezioni o nel quadro dell’opposizione alla Turchia, rivela chiaramente che queste rivendicazioni sono di natura politica e non si attengono ai fatti storici. Questi sforzi non solo non giovano a nessuna delle parti ma bloccano anche ogni eventuale futura iniziativa intrapresa in buona fede”.
Per Ankara è ora “inevitabile” che la mozione “si rifletterà in vari modi sulle relazioni con l’Italia”, definito “partner strategico con cui abbiamo legami storici ed una cooperazione commerciale molto intensa”. “Come tutte le iniziative che politicizzano la storia, anche questa mozione non ha alcuna validità per la Turchia”, conclude il comunicato. L’8 aprile scorso la Turchia ha convocato l’ambasciatore italiano ad Ankara, Massimo Gaiani, a poche ore dalla presentazione della mozione, che ha l'obiettivo di impegnare il Governo di Giuseppe Conte a riconoscere ufficialmente il genocidio armeno. Secondo quanto appreso da “Agenzia Nova”, le autorità di Ankara hanno ribadito al diplomatico la posizione della Turchia, che non ha mai riconosciuto la natura genocidaria dei massacri e delle deportazioni di armeni sotto l’Impero ottomano all’epoca della Prima guerra mondiale.