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Alleanza atomica per la 1° centrale nucleare turca

martedì 4 aprile 2018 Monica Ricci Sargentini/Corriere della Sera Foto: Corriere della Sera

ISTANBUL - «Un momento storico nelle relazioni tra Turchia e Russia». Così, ieri, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito la cerimonia per la posa della prima pietra della centrale nucleare di Akkuyu, proprio di fronte all’isola di Cipro, che sarà realizzata dalla compagnia energetica russa Rosatom. Davanti a lui un più che soddisfatto Vladimir Putin, fresco di rielezione.
Per Ankara è la prima centrale nucleare, per Mosca la prima fuori dal territorio nazionale e rappresenta anche, in un certo senso, il raggiungimento di un obiettivo da tanto perseguito: mettere un piede nel Mediterraneo. La centrale sarà situata a 190 chilometri dalla base militare Nato di Incirlik. 
Putin e Erdogan hanno seguito l’inaugurazione dal palazzo presidenziale di Ankara in video conferenza. «Abbiamo l’ambizioso obiettivo — ha detto il presidente russo — di mettere in funzione il primo reattore nel 2023 in coincidenza con il 100simo anniversario dalla nascita della Repubblica turca». Il progetto, dal valore di 20 miliardi di dollari, «rispetterà tutti gli standard di sicurezza e, una volta a regime, fornirà al Paese il 10% dell’energia necessaria», ha affermato il leader turco. Nonostante i proclami la costruzione della centrale prosegue a rilento. Il contratto era stato firmato nel 2010 ma ci sono stati molti ritardi, non ultimo il fatto che la compagnia Rosatom è ancora in cerca di un partner locale che si prenda in carico il 49% della partecipazione azionaria.
Le relazioni bilaterali sono state poi suggellate da una riunione del Consiglio di cooperazione di alto livello Turchia Russia alla presenza del ministro degli Esteri di Mosca, Sergej Lavrov e dei ministri dell’Energia di Turchia e Russia, rispettivamente Berat Albayrak e Aleksander Novak. Tra i temi in discussione la costruzione del gasdotto Turkstream e la consegna del sofisticato sistema di difesa aerea S-400 che Ankara ha comprato da Mosca lo scorso dicembre facendo alzare più di un sopracciglio agli altri membri della Nato. Per Putin è un trionfo diplomatico proprio in un momento di alta tensione con la Ue a causa dell’uccisione in Gran Bretagna dell’ex spia russa Skipral. «Il fatto che per la sua prima visita all’estero dopo la rielezione il presidente russo Vladimir Putin abbia scelto la Turchia indica il livello che le nostre relazioni bilaterali hanno raggiunto», ha detto Erdogan durante la conferenza stampa congiunta annunciando anche la possibilità di una futura cooperazione su altri progetti di Difesa e l’intenzione di aumentare il volume degli scambi commerciali da 22 a 100 miliardi di dollari.
Siria insieme con il presidente iraniano Hassan Rouhani. «Gli americani — ha detto Rouhani prima di lasciare Teheran alla volta di Ankara — stanno persino pensando di dividere in due il Paese. C’è l’interferenza di forze sioniste che non rispettano la sovranità nazionale e appoggiano i terroristi». Nonostante la Turchia e la Russia siano schierate su fronti opposti nel conflitto, con Ankara che si oppone al regime di Assad e Mosca che appoggia il dittatore, recentemente hanno trovato un punto comune nella difesa dell’integrità territoriale della Siria e nell’avversare le forze curdo siriane dell’Ypg che, invece, sono alleate degli Stati Uniti.Oggi, poi, i due leader affronteranno il capitolo