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Parigi, braccio di ferro Macron-Erdogan

mercoledì 5 gennaio 2018 l'Huffington Post Foto: Il Sole 24 Ore

PARIGI - "Basta ipocrisia". Nel giorno dell'atteso incontro a Parigi tra Emmanuel Macron e Recep Tayyip Erdogan, il presidente francese bacchetta l'omologo turco sulle libertà fondamentali e seppellisce il processo di adesione della Turchia all'Unione europea. Una posizione molto simile a quella assunta a suo tempo dall'ex presidente Nicolas Sarkozy.
In mattinata, dinanzi all'ambasciata di Ankara a Parigi, la polizia aveva bloccato una manifestazione di Reporters sans frontières (Rsf) che chiedeva alla Ue di essere "inflessibile" con l'ospite turco, alla sua prima visita in un grande Paese europeo dopo il gelo seguito al fallito golpe del 2016.
Per Macron, è giunto il tempo di "uscire dall'ipocrisia": l'attuale contesto non permette "alcun progresso" in termini di adesione di Ankara all'Ue, ha detto senza giri di parole nella conferenza stampa con Erdogan all'Eliseo. Quindi, ha aggiunto, "bisogna vedere se non possiamo ripensare questa relazione non nel quadro del processo di integrazione ma forse di una cooperazione, di un partenariato con la finalità di garantire l'ancoraggio della Turchia e del popolo turco all'Europa". Da parte sua, anche Erdogan si è detto "stanco" di "implorare" l'adesione comunitaria, un processo - ha ricordato - avviato oltre mezzo secolo fa e mai arrivato in porto.
Sotto agli ori dell'Eliseo, ci sono stati attimi di tensione quando un giornalista di Envoyé Spécial (France 2) ha interrogato il leader di Ankara sulla presunta consegna di armi da parte degli 007 turchi all'Isis nel 2014. Rivelata l'anno dopo, la vicenda venne già seccamente smentita dal presidente, che denunciò un complotto orchestrato da Fethullah Gülen, il 'predicatore' suo nemico giurato e che accusa, tra l'altro, di aver fomentato il fallito golpe del 2016. "Tu parli con le parole del Feto", ha sbottato Erdogan, in riferimento a quella che definisce "l'organizzazione terrorista dei partigiani di Fetullah". "No, parlo come un giornalista francese", ha replicato il reporter dinanzi alla folta platea riunita nel Salone delle Feste dell'Eliseo prima dell'affondo di Erdogan: "Mi rivolgi questa domanda, ma perché non ti interroghi sugli Usa che hanno inviato 4.000 camion carichi di armi in Siria? Sei un giornalista o no? Avresti dovuto indagare anche su quello".
Il riferimento, in questo caso, è al sostegno di Washington alle milizie curde in Siria, che Ankara ritiene terroristi al pari dell'Isis.
Il leader turco ha poi liquidato le critiche sui giornalisti arrestati ribadendo che la Turchia è uno Stato di diritto e che quindi gli arresti dipendono dai giudici e non dall'esecutivo.
Poi un'annotazione ai presenti: "Vedete, il terrorismo non nasce così, da solo, ma ci sono anche dei 'giardinieri del terrorismo': uomini di pensiero, di idee, che scrivono nei giornali. Sono loro che portano l'acqua al mulino" del terrorismo. "Abbiamo avuto 35.000 martiri del terrorismo, spero che la Francia non paghi mai questo tributo", ha tagliato corto Erdogan, la cui visita da Macron aveva l'obiettivo di ricucire con l'Europa dopo le gigantesche purghe seguite al golpe.
"La libertà d'espressione, di opinione deve essere indivisibile e completa. E' questo che caratterizza lo Stato di diritto", ha commentato il padrone di casa, che poco prima aveva auspicato che la Turchia resti "ancorata alla convenzione europea dei diritti umani".
Apparente sintonia tra i due leader sul dossier siriano.
Erdogan ha anche assicurato che la Turchia continuerà a combattere l'Isis in modo "intenso" e ad accogliere i rifugiati siriani ("un dovere umanitario", ha detto).
Presente all'Eliseo anche l'ambasciatore d'Italia in Francia, Giandomenico Magliano, per la firma di un primo accordo in materia di Difesa missilistica tra il consorzio franco-italiano Eurosam-Mdba e la Turchia. Intervistato ieri da Lci, il leader turco aveva detto che tra "Francia, Italia e Turchia abbiamo una cooperazione a tre nel settore dell'industria della Difesa.
Penso che questo sia molto importante, anche riguardo alla solidarietà tra i nostri Paesi". Siglato, tra l'altro, anche un protocollo per la vendita di 25 Airbus A350 a Turkish Airlines.