DIRITTO & ROVESCIO

Il sogno di Erdogan ma anche un incubo

domenica 5 gennaio 2020 Servizio ripreso da Gianluca Riccio/futuro pros. Foto: futuro prossimo

ROMA -Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è noto per la sua propensione alle monumentali opere di costruzione a Istanbul. Che si tratti di un nuovo aeroporto, della più grande moschea della Turchia o di un tunnel che passa sotto il Bosforo, è sempre pronto ad annunciare e ad aprire cantieri. Ma questi progetti non sono nulla in confronto al suo ultimo progetto di costruzione: il Canale di Istanbul.
Il Governo turco sta praticamente pianificando la creazione di un secondo Bosforo. Il canale di Istanbul sarà una copia dello stretto che già attraversa la metropoli di 16 milioni di abitanti.
Ad ovest della città, il canale artificiale di 45 chilometri sarà costruito parallelamente al Bosforo, e collegherà il Mar Nero con il Mar di Marmara. Secondo fonti governative l’intenzione è di alleviare il pesante traffico marittimo sul Bosforo ed evitare incidenti.
Erdogan ha annunciato che presto inizierà la gara per la costruzione del canale: il Ministero dell’ambiente e dello sviluppo urbano ha esaminato la compatibilità ambientale del progetto di costruzione e lo ha valutato “positivo”.
La pianificazione del progetto era iniziata già nel 2011, poi è rimasta ferma per anni, ma ora il Governo turco ha ridato vita ai piani.
Erdogan ha annunciato che presto inizierà la gara per la costruzione del canale: il ministero dell’ambiente e dello sviluppo urbano ha esaminato la compatibilità ambientale del progetto di costruzione e lo ha valutato “positivo”.
Grande opera, grandi polemiche. È una città che ha sempre avuto problemi ad affrontare grandi cambiamenti, specie se si tratta di attraversare le sue due anime. Perfino Leonardo ricevette una bocciatura per un ponte che era secoli avanti rispetto ai suoi contemporanei.
Come dire: paese che vai, opposizione che trovi. E qui son cose turche: la realizzazione dell’ultimo megaprogetto di costruzione di Erdogan è ostacolata dal cambiamento degli equilibri di potere a Istanbul. Dallo scorso giugno il socialdemocratico Ekrem Imamoglu è diventato sindaco. È la prima volta in 25 anni che il sindaco di Istanbul non fa parte del partito Akp di Erdogan. E il nuovo leader della città ha subito reso nota la sua opposizione alla costruzione del Canale di Istanbul.
Imamoglu definisce il progetto un “tradimento ” e un “progetto omicida”. Giura che “16 milioni di persone resisteranno”. Ha anche annullato un protocollo di cooperazione che il comune precedente aveva sviluppato con il Governo. Insomma, guerra aperta.
Ci sono chiaramente anche dinamiche politiche alla base del gesto, ma il rifiuto del sindaco di Istanbul, di molti residenti e scienziati della città, è principalmente dovuto a preoccupazioni ambientali.
Il progetto potrebbe avere un impatto significativo sulla natura della regione, afferma l’esperto ambientale Doganay Tolunay dell’Università di Istanbul.
Il canale di Istanbul consumerà importanti risorse idriche perché le riserve idriche della città dovranno essere immagazzinate nel luogo previsto per il cantiere.
Il canale mette anche in pericolo il complesso ecosistema della regione. “I paesaggi di dune nel nord della città ospitano foreste protette, ruscelli e pascoli importanti per l’ecosistema, con centinaia di specie di piante e animali”, avverte Tolunay. Anche agricoltura e pesca subirebbero grossi danni.
A questi dubbi si aggiungono le enormi spese di costruzione. Ufficialmente si parla dell’equivalente di 11.5 miliardi di euro, ma gli esperti prevedono che i costi saranno molto più elevati.
“Il progetto non ha alcuna razionalità economica”, afferma l’economista Mustafa Sönmez, aggiungendo che il Bosforo garantisce già buone condizioni per la spedizione e consente un passaggio sufficiente.
I critici avvertono che il “Kanal Istanbul” potrebbe avere un impatto negativo anche sulle linee di faglia tettoniche che sono in profondità sotto il suolo di Istanbul, aumentando il rischio di terremoti.
L’Agenzia per la gestione delle catastrofi e delle emergenze è di diverso avviso. “Non esiste alcuna connessione tra i rischi di terremoto e la costruzione del canale,” dichiarano i funzionari. Ma la dichiarazione ha convinto ben poco gli abitanti della città.
La loro paura è che si stia creando una specie di isola tra il canale e il Bosforo, con 8 milioni di persone “intrappolate” in un’area soggetta a terremoti in questa zona dell’isola.
I leader all’interno del partito di Erdogan sottolineano ripetutamente che il progetto di costruzione non è di competenza del sindaco Imamoglu né dell’amministrazione comunale di Istanbul, insistendo sul fatto che il Canale di Istanbul è un progetto nazionale.
Per anni, Erdogan ha descritto il progetto del canale di Istanbul come il suo “sogno”, e non vuole cedere. “Che piaccia o no, è già in costruzione”, taglia.
Non permetteremo alle persone senza una visione, senza obiettivi né amore e speranza, di toglierli a noi”, giura.