DIRITTO & ROVESCIO

Ora Erdogan punta l'Antartide

mercoledì 8 giugno 2018 Lorenzo Vita/ilGiornale.it Foto: Pinterest

ISTANBUL - Recep Tayyip Erdogan non si ferma più. Nella sua visione, la Turchia deve diventare una potenza internazionale e volge lo sguardo anche in Antartide. Come riporta il quotidiano turco  Daily Sabah, i funzionari del Governo di Ankara hanno annunciato che nel 2019 potrebbe essere completata la  prima base scientifica permanente della Turchia.
La base sarà situata sull’isola di Horseshoe e sarà di competenza dell’Università tecnica di Istanbul. E il Governo turco attende i primi studi di fattibilità dell’operazione per poi dare il semaforo verde a un’operazione che, a livello di immagine, assume una grandissima rilevanza.
La Turchia ha iniziato nel  2015 a studiare più da vicino l’Antartide. In quell’anno, l’Università tecnica di Istanbul ha istituito il  Polar reasearch centre per inviare in missione i ricercatore dell’ateneo. Uno scopo scientifico, soprattutto nella ricerca dei cambiamenti climatici, ma anche di propaganda. La Turchia faceva il suo ingresso nei piani più alti della comunità scientifica internazionale.
Nel  2017 è stata la volta del primo team di ricercatori turchi nel polo Sud. Medici, botanici, geologi e oceanografi di sette università turche hanno preso parte alla storica missione in Antartide. E si è iniziato a parlare della prima base.
In queste missioni, spiega il quotidiano turco, gli scienziati non hanno soltanto prelevato campioni e svolto analisi sull’impatto dei cambiamenti climatici. Nell’ultima missione sono stati realizzati studi per la  fattibilità della base e capire dove poter costruirla.
Il ministro delle Scienze e della Tecnologia, Faurk Özlü, ha affermato che la costruzione del primo centro di ricerca turco “accelererà gli sforzi della Turchia per ottenere uno status consultivo nel trattato sull’Antartide”.
“Vogliamo avere voce in Antartide“, ha detto il ministro, “siamo discendenti di Piri Reis che ha disegnato le coordinate per l’Antartide per la prima volta nel 1528. Abbiamo seguito la sua visione per le nostre spedizioni e quelle spedizioni testimoniano la capacità e l’esperienza dei nostri scienziati”.
Come sempre, la geopolitica della Turchia di Erdogan riprende la storia dell’antico Impero ottomano, vero modello del Sultano nella declinazione della sua politica internazionale.
In base al Trattato di Washington del 1959, l’Antartide non può essere considerato territorio sovrano da alcun Paese e il suo territorio può essere utilizzato solamente per  scopi pacifici. Le dispute territoriali del continente sono sospese ed è vietato lo sfruttamento economico così come qualsiasi tipo di attività militare.
La scelta di congelare qualsiasi  attività economica e militare in quella parte di mondo nasce da molte esigenze. La prima è di natura ambientale. Il Polo Sud è fondamentale e un suo sfruttamento potrebbe modificare in maniera sensibile la configurazione climatica non solo di quell’emisfero.
La ricchezza di risorse minerarie nel sottosuolo del continente è tale per cui il rischio di un confronto militare fra i Paesi è molto alto. Dal momento che non esiste una  sovranità certa, la corsa ad accaparrarsi i giacimenti renderebbe l’Antartide un vero e proprio campo di battaglia.
Tuttavia sono molti gli Stati che non accettano quanto deciso ai tempi della Guerra Fredda. Le  potenze emergenti, come la stessa Turchia, ritengono che sia uno status ormai superato dalla realtà dei fatti e vogliono “avere voce”, come detto dal ministro di Ankara. La Cina ha già messo gli occhi sul continente. E le nazioni sudamericane sono da sempre molto interessate a rivendicarne il territorio.