DIRITTO & ROVESCIO

I traghetti turchi passano ai danesi

14 aprile 2018 Silvio Maranzana/Il Piccolo Foto: Il Piccolo

TRIESTE. Passano nuovamente di mano e diventano ora danesi la flotta di traghetti ro-ro e il terminal di Riva Traiana–Molo Quinto che costituiscono la principale linea dell’autostrada del mare tra Trieste e la Turchia, la più affollata del Mediterraneo in questo settore. 
A Londra è stato infatti siglato l’accordo in base al quale la Un Ro-Ro viene ceduta da Ro-Ro investements sarl, società costituita dal fondo di investimenti turco Actera group e da Esas holding che fa riferimento ai banchieri turchi Sabanci, che ne erano i proprietari, a Dfds, colosso di Copenhagen fondato nel 1866, considerato oggi la più grossa compagnia di shipping e di logistica del Nord Europa.
Per un valore di impresa complessivo di 950 milioni di euro a passare di mano è per l’esattezza il 98.8% delle azioni mentre è stata sospesa la prossima prevista quotazione in Borsa della Un ro-ro stessa. Dfds, già proprietaria di una cinquantina di navi che percorrono 25 rotte in particolare nel Mar Baltico, nel Mare del Nord e nel Canale della Manica, acquisisce con Un Ro-Ro una flotta di ulteriori 12 traghetti, il 60% della Samer seaports & terminals che ha la concessione di Molo Quinto-Riva Traiana e la maggioranza dei terminal turchi di Pendik e di Ambarli.
Un Ro-Ro opera complessivamente con cinque linee che collegano Italia e Francia con la Turchia e impiega 500 persone. La famiglia triestina Samer continua a mantenere la forte quota di minoranza (40%) sulle banchine triestine. «I traghetti continueranno in realtà a battere bandiere turca – spiega Enrico Samer – così come già avveniva quando Un Ro-Ro era in mani statunitensi con il fondo Kkr. Lo stesso consiglio di amministrazione di Samer & seaports terminal che ha come presidente il turco Selgiuk e come amministratore delegato Doriano Mistrangelo (Enrico Samer è consigliere, ndr) non subirà mutamenti, mentre qualche rappresentante danese implementerà in futuro il cda di Un Ro-Ro».
L’acquisto formale del resto è previsto appena a giugno quando l’accordo avrà superato l’esame dell’antitrust. «E il passaggio di proprietà – sostiene Samer – farà fare a Trieste un ulteriore salto di qualità con un aumento dei treni dal Molo Quinto verso il Nord Europa dato che il principale obiettivo dell’operatore danese è di ampliare le rotte in virtù di una sinergia intermodale con i servizi già operativi nel Nord Europa». «Un Ro-Ro è già l’operatore leader per il commercio tra Turchia e Unione europea, con la capacità di trasportare 300 mila semirimorchi e camion all’anno. Siamo certi che questa unione creerà nuove entusiasmanti opportunità – ha dichiarato Niels Smedegaard, ceo e presidente di Dfds – potremo infatti ampliare i servizi che offriamo a nuovi clienti e unire le due aree in cui operiamo. Il nostro ampio raggio d’azione nell’Unione Europea fornirà servizi migliori e più competitivi a tutte le imprese di logistica che trasportano merci tra l’Europa e la Turchia».
Molti dei semirimorchi e dei container trasportati tra le imprese produttrici e i loro clienti attraverso Italia e Francia utilizzeranno infatti i traghetti Dfds nel Canale della Manica, via Dieppe, Calais, Dunkerque e il Mare del Nord. «Le operazioni delle navi ro-ro e quelle nei porti, unite all’handling di un elevato numero di semirimorchi compresi quelli che vengono poi caricati per il trasporto su rotaia – ha aggiunto Smedegaard – sono molto simili a quelle che anche Dfds conduce nel Mare del Nord. Lo stesso vale per la tipologia di merci trasportate: macchinari, componenti di autovetture, veicoli, prodotti per l’elettronica, computer, prodotti in plastica, tessili e abbigliamento, generi alimentari, frutta, bevande e molto altro. Dfds inoltre – ha concluso il ceo danese – conosce molto bene i traghetti di Un Ro-Ro, in quanto sono state tutti costruiti in Germania, nel cantiere navale di Flensburg, dove anche Dfds ha realizzato navi simili dal design moderno». Il “risiko” sulle banchine triestine assume nuova configurazione. Sull’autostrada del mare Trieste-Turchia si gioca una partita con tre contendenti di nazionalità diverse. I turchi continuano a essere presenti con la Ekol affiancata dalla famiglia Parisi sul Molo Sesto, sul Molo Settimo sono appena sbarcati gli italo-svizzeri con i traghetti della Msc, mentre il terminal principale è divenuto danese. Uno specchio dell’attrattività internazionale dello scalo triestino.