DIRITTO & ROVESCIO

La Turchia avrà la sua casa automobilistica

7 novembre 2017 Massimo Grassi/OmniAuto.it Foto: OmniAuto.it

ROMA - Pochi giorni fa il presidente turco Erdogan aveva definito una “vergogna” il fatto che la Turchia non avesse un brand automobilistico nazionale.
Un fatto strano per un Paese che fa dell’industria automobilistica uno dei volani per la propria economia, con numerose Case come Fiat (500 e Tipo), Hyundai (i10 e i20), Kia, Nissan, Renault (Clio) e Toyota (C-HR) presenti sul territorio con fabbriche dalle quali escono modelli destinati non solo al mercato interno. Una produzione che, nei primi 9 mesi del 2017, ha sfornato 1.22 milioni di unità (in Italia, nel 2016, tra auto e veicoli commerciali ci si è fermati a 1.103.305). Ora però l’onta sta per essere lavata con la nascita di una joint venture tra 5 aziende turche: Anadolu Group, BMC, Kiraca Holding, l’operatore telefonico Turkcell e Zorlu Holding. L’iniziativa si chiama (senza troppa fantasia) “Automobile of Turkey” e ha piani di sviluppo importanti, con il lancio di un modello elettrico nei prossimi anni.
Secondo le prime informazioni infatti il neonato consorzio automobilistico turco dovrebbe presentare la propria prima concept, 100% elettrica, già nel 2019, per poi lanciarla in versione di serie nel 2021. Appena 4 anni per andare in strada partendo (quasi) da zero. Se infatti è vero che in Turchia esiste un know how automobilistico grazie alla presenza di brand stranieri, è anche vero che creare da zero un’azienda e produrre un modello capace di convincere il mercato (che in Turchia vende circa 1 milione di pezzi all’anno) non è un compito facile. C’è da dire che alle spalle della Automobile of Turkey ci sarà direttamente il governo che, grazie ad aiuti economici e fiscali, potrebbe rendere il percorso un po’ meno difficoltoso.
Se Erdogan si dice ottimista e promette che sarà il primo cliente della neonata Casa automobilistica turca, gli analisti mantengono un certo scetticismo riguardo l’operazione. “Le intenzioni sono buone” ha detto alla Reuters Cemal Demirtas, responsabile del reparto ricerca di Ata Invest” ma c’è molto da fare. Questo gruppo non ha esperienza nel campo automobilistico. Riuscirà a iniziare la produzione? Come faranno a cooperare? La concorrenza nel settore è molto feroce”.