Curiosità

Moena, Il PAESE più amato dai turchi

mercoledì 17 settembre 2021 Servizio ripreso da paesi@line Foto: paesi@line

MOENA - C’erano una volta i giannizzeri, ovvero le truppe di fanteria che combattevano al soldo del Sultano per difendere l’Impero ottomano ed estenderne i suoi confini. Intorno alla fine del Seicento sembrava che la loro fosse una forza inarrestabile, tanto che arrivarono, con una campagna destinata a rimanere sui libri di storia, fino alle porte di Vienna.
Nel 1683, dopo la breve pace di Eisenburg, le truppe del sultanato si ammassarono intorno alla città austriaca, ma non riuscirono nell’impresa: sconfitti da Carlo V, dovettero tornare a Istanbul con le pive nel sacco. Mehmed IV fu detronizzato, il visir Kara Mustafa giustiziato e da lì gli Ottomani iniziarono un lungo e inesorabile declino.
Tra le truppe che avevano tentato il definitivo assalto al cuore d’Europa, c’era anche Hasan, che oggi definiremo un agente dell’intelligence. Grazie alla sua vasta conoscenza del russo, del tedesco e dell’italiano fu scelto da Kara Mustafa per raccogliere informazioni sull’improvvisa scomparsa di dodici agenti ottomani prima dell’assedio di Vienna.
Hasan fu fortemente critico verso il Pascià, accusandolo di aver sottovalutato i rischi di un’azione militare così complicata e difficile come l’attacco all’Impero austroungarico. Condannato a morte da Kara Mustafa, riuscì però a fuggire e, dopo aver percorso 200 chilometri nel cuore delle Alpi, trovò finalmente un posto che lo fece sentire sicuro abbastanza da fermarsi: Moena.
Nonostante una certa diffidenza che gli italiani avevano nei confronti degli Ottomani, che avevano conquistato il porto di Otranto solo qualche anno prima durante il regno di Mehmed II, i moenesi decisero di aiutare il fuggitivo e di offrirgli ospitalità. Il Turco, così venne soprannominato dalla popolazione locale, si integrò facilmente con il resto della comunità e sposò una donna italiana.
La sua fama però crebbe smisuratamente quando Hasan guidò la rivolta di Moena contro il ducato di Asburgo, che domandava alla città di versare molte più tasse di quanto avesse fatto fino ad allora. Le truppe locali batterono i forti avversari tedeschi e il giannizzero venuto dalla lontana Istanbul divenne l’eroe cittadino.
Alla sua morte, i figli e i nipoti decisero di mantenere viva la memoria di Hasan organizzando ogni anno un evento che lo commemorasse. Nel corso dei secoli, il Festival turco di Moena ha dunque tramandato questa antica vicenda fino al giorno d’oggi.
Ufficialmente, però, il racconto è diverso: pare che un soldato turco, fuggito dall’assedio di Vienna, tentò di attraversare il Passo San Pellegrino durante la sua fuga ma fu colto da un malore nei pressi di Moena. Soccorso e aiutato, fu ospitato dai locali in un quartiere che, per questo, fu chiamato “Rione Turchia”.
Qualunque sia l’interpretazione storica che si vuole dare a quanto accaduto quasi 400 anni fa, la Festa del Cianton Turchia continua a svolgersi con la stessa passione di sempre durante la prima settimana di agosto. Gli abitanti del rione portano avanti antiche tradizioni dell’Anatolia, si rivive quella leggenda e si scoprono le bontà, la musica, la cultura e tutto il bello di una commistione culturale che unisce per qualche giorno la Val di Fassa alla Turchia.