Spettacoli/Cinema

Festival del Cinema turco a Roma

19 novembre 2019 Notizia ripresa da Istituto Yunus Emre Foto: Internet

ROMA - L'Istituto Yunus Emre Centro Culturale Turco con il sostegno della sezione della Direzione del Cinema del Ministero della Cultura e del Turismo dell Turchia ha organizzato il primo Festival Istituzionale del Cinema Turco a Roma
Il Festival sarà un vero e proprio avvenimento culturale che vedrà l’incontro di due grandi realtà mediterranee, la Turchia e l’Italia, attraverso la settima musa dell’arte: La Città Eterna sarà impegnata  per  due  giorni  a  seguire  un  evento  unico  nel  suo  genere,  perché  farà conoscere  non  solo  un  ricco  patrimonio  artistico,  ancora  troppo  poco  studiato  in Occidente, ma anche gli aspetti della società turca con le nuove correnti di pensiero.
La direttrice dell'Istituto  Yunus Emre, Centro Culturale Turco di Roma Sevim Aktaº ha dichiarato: “questa prima versione istituzionale del Festival del Cinema Turco sarà una chiave per la presentazione del patrimonio culturale e letterario della Turchia e del nostro cinema. Cominciando da questa prima versione  sugli ultimi film premiati del cinema turco moderno, si presenterà al pubblico italiano negli anni successivi l'evoluzione culturale della società turca attraverso il cinema che ha un ruolo importante nella storia del Paese“.
Per questo primo incontro sono stati scelti otto film che si sono fatti apprezzare anche in campo internazionale riscuotendo grande successi e meritati premi.
L'ospite d'onore del festival sarà il pluripremiato al Festival di Cannes, il regista Nuri Bilge Ceylan che ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria già nel 2003 per il film Uzak, il premio per la miglior regia nel 2008 per il film “Le tre scimmie”, nuovamente il Grand Prix Speciale della Giuria nel 2011 per il film “C'era una volta in Anatolia” e la Palma d'oro per il film “Il regno d'inverno” - nel 2014 - e l'ultimo “L'albero dei frutti selvatici” che, appunto, inagurerà la manifestazione capitolina.
Il film  narra di  Sinan, un aspirante scrittore  che ritorna  nel suo villaggio natale nella
Turchia rurale, e viene travolto  dalla disperazione del padre che ha accumulato  tanti debiti. Ma dice qualcosa di più: solitario, informe, apparentemente privo di armonia, ma orgoglioso di essere lì, e di esistere, e di dare frutti. Nella convinzione che c’è sempre qualcuno,  nel  mondo,  che  preferisce  i  frutti  selvatici  a  quelli  tutti  uguali,  levigati  e omologati, che luccicano insapori nelle vetrine dei blockbuster globalizzati. 

Parlare di Ceylan è oggi conoscere oltre alla cultura cinematografica turca anche una società  giovane  in  grande  espansione  sociale  e  artistica  che  certamente  dovremo imparare a comprendere meglio. Dopo aver completato gli studi e il servizio militare, lo troviamo non solo attore nel cortometraggio diretto dal suo amico Mehmet Eryilmaz, ma anche come in parte nella realizzazione tecnica.

Nel 1993 è il suo cortometraggio  “Cocoon”, proiettato  a Cannes nel maggio 1995, il primo corto turco ad essere in concorso al Festival. I seguenti tre lungometraggi che gira negli anni successivi sono considerati un sequel: “Cocoon: The Small Town” del 1997, “Nuvole di maggio” del 1999 e “Uzak” del 2002, che vince   il Grand Prix al Festival di Cannes del 2003. Improvvisamente Ceylan diventa un autore riconosciuto a livello internazionale e il film, dopo aver vinto un totale di ben 47 premi in tutto il mondo, è certamente il più premiato nella storia del cinema turco. 

 

 

 

 

 

 

PROGRAMMAZIONE

- 22 Novembre alle 18:00 L’Albero dei Frutti Selvatici
- 23 Novembre alle 14:00 Il Regno d’Inverno
- 23 Novembre  alle 17:30 Latte
- 23 Novembre alle 19:30 Sivas
- 23 Novembre alle 21:15 A bordo strada
- 24 Novembre alle 16:00  Qualcosa di utile
- 24 Novembre alle 18:00 Il Caldo Giallo
- 24 Novembre alle 20:15 Una lunga Storia