Spettacoli/Cinema

Il Festival del cinema turco a Firenze

lunedì 5 marzo 2018 Istituto Yunus Emre Foto: Istituto Yunus Emre

ROMA - Il Festival del Cinema Turco di Firenze, organizzato per la prima volta nel 2017 dall'Istituto Yunus Emre di Roma, riunisce anche quest'anno il pubblico italiano e straniero con il cinema turco sul tema dell'Anatolia.
Il programma di quest'anno sarà aperto con il film “Grano”, premiato al Tokyo Film Festival 2017, e vedrà la partecipazione speciale del regista del film Semih Kaplanoðlu. Il regista Semih Kaplanoðlu parteciperà anche a un seminario e a un workshop che si terranno presso l'Università di Firenze.
Tra il 10 e il 12 marzo saranno presentati un totale di 8 film significativi per il cinema turco e che sono stati premiati in Turchia e all'estero. I film, che verranno proiettati nel famoso Centro Culturale e Artistico di Firenze Spazio Alfieri con il tema “Racconti d’Anatolia”, sono soprattutto film di giovani registi dell'ultimo periodo. Inoltre, all'inaugurazione del festival verranno offerte anche diverse specialità della cucina anatolica agli appassionati di cinema.
I film presenti nel programma del festival sono: Grano (Semih Kaplanoðlu)/2017, Sivas (Kaan Müjdeci)/2014, 61 giorni (Yüksel Aksu)/2016, La gente di mio nonno (Çaðan Irmak)/2011, Il freddo di gennaio (Mustafa Kara)/2016, La bicicletta blu (Ümit Köreken)/2016, Vizontele (Yýlmaz Erdoðan, Ömer faruk Sorak)/2001, Mardin e Matera: città sigillate per l’eternità (Ertuðrul Karslýoðlu)/ (Documentario)/2017.

PROGRAMMA DEL FESTIVAL DEL CINEMA TURCO DI FIRENZE RACCONTI D’ANATOLIA 10 -12 MARZO 2018
10 MARZO - SABATO
18:30 - 19:30 INAUGURAZIONE con la partecipazione del regista Semih KAPLANOÐLU Buffet (Cucina Anatolica) I FILM DELLA SERATA DI GALA
19:30 - 21:30 Grano (Buðday)/Semih Kaplanoðlu/2017/128’
21:45 - 23:30 Sivas (Sivas)/Kaan Müjdeci/2014/97’

11 MARZO - DOMENICA
16:00 - 18:00 61 Giorni (Ýſtarlýk Gazoz)/Yüksel Aksu/2016/115’
18:15 - 20:20 La gente di mio nonno (Dedemin Ýnsanlarý)/ Çaðan Irmak/2011/123’
20:30 - 22:20 Il freddo di gennaio (Kalandar Soðuðu)/ Mustafa Kara/2016/139’

12 MARZO - LUNEDÌ
18:15 - 19:50 La bicicletta blu (Mavi Bisiklet)/ Ümit Köreken/2016/94’
20:00 – 22:00 Vizontele (Vizontele)/Yýlmaz Erdoðan, Ömer faruk Sorak/2001/119’
22:15 – 23:05 Mardin e Matera: città sigillate per l’eternità (Sonsuzluða Mühürlenen Kentler: Mardin - Matera)/ Ectugrul Karslioglu/2017

Sabato 10 Marzo / 19:30 - 21:30 Grano (Buðday) Semih Kaplanoðlu/2017/128’
Trama del Film: Cemil è un scienziato che abbandona la vita urbana e moderna lasciando la sua brillante carriera. Nel suo viaggio sui territori abbandonati incontra lo specialista di genetica di semi Prof. Erol Erin. L’incontro di questi due, che partiranno per cercare nuovi semi da germogliare, diventerà una cosa completamente diversa. Tutto quello che Erol ha imparato fino ad oggi cambierà successivamente. Semih Kaplanoðlu, laureatosi presso la Facoltà di Belle Arti all’Università Dokuz Eylül di Smirne nel 1984, si è trasferito a Istanbul, dove ha lavorato per alcuni anni come copywriter per aziende pubblicitarie. Nel 1986 è diventato cameraman per documentari. Nel 1994 ha scritto la sceneggiatura di 52 episodi della serie televisiva di successo Þehnaz Tango. Dal 1987 si è dedicato anche all'attività di critico giornalistico di arte e cinema e a tal proposito dal 1996 al 2000 ha avuto una rubrica sul quotidiano turco Radikal. Il suo primo film è datato 2001 ed è Herkes Kendi Evinde (Via da casa). Con questo film ha trionfato all'International Istanbul Film Festival nella categoria “miglior film”. Nel 2006 ha partecipato al Festival di Berlino con Meleðin Düþüþü (La caduta di un angelo). Ha anche fondato una casa di produzione, la Kaplan Film. Nel 2007 dà l'avvio a una trilogia con Yumurta (Uova), a cui fanno seguito Süt (Latte) e Bal (Miele). Proprio con Bal (2010) ha vinto l'Orso d'oro al Festival di Berlino e ha ottenuto due nomination agli European Film Awards 2010 nelle categorie miglior film e miglior regista. Con il suo ultimo film Grano, del quale è sceneggiatore e regista e la cui produzione è durata 5 anni, ha vinto il Premio per il Miglior Film al Festival Internazionale di Tokyo 2017. 

Sabato 10 Marzo / 21:45 - 23:30 Sivas (Sivas) Kaan Müjdeci/2014/97’
Trama del Film: Aslan, un bambino di 11 anni che vive in un villaggio dell’Anatolia contemporanea, passa le giornate tra la scuola e gli amici. La sua ambizione più grande è riuscire ad ottenere l’attenzione della sua compagna di classe Ayþe, di cui è innamorato. Un giorno assiste ad un combattimento di cani, attività molto diffusa nella sua zona, e incontra Sivas, il cane perdente gravemente ferito e abbandonato perché creduto morto da tutti fuorché da lui. Aslan lo salva e lo cura, diventandone nei fatti il padrone, e tra i due si sviluppa un legame molto profondo. L’incontro con Sivas segnerà una pietra miliare nella vita del piccolo Aslan, offrendogli la possibilità di dare una svolta al proprio destino. Kaan Müjdeci, è nato ad Ankara nel 1980. Nel 2003 è andato a Berlino per studiare regia cinematografica. Decidendo di non portare a termine gli studi della specialistica, ha aperto prima un cinema abusivo all’aperto, poi un locale notturno ed infine, un negozio di moda. Parallelamente a queste esperienze lavorative, ha sempre continuato a fare cinema. Tra i suoi cortometraggi, Tag der Deutschen Einheit (Giorno dell’unità tedesca, 2010) è stato acquistato da alcuni canali televisivi; mentre Jerry (2011), il progetto della sua tesi all’Accademia del Cinema di New York, è stato proiettato durante il Talent Campus della Berlinale. Il suo documentario Babalar ve Oðullarý (Padri e figli) sui combattimenti di cani nell’Anatolia centrale ha costituito la base per poter scrivere e realizzare il suo primo lungometraggio, Sivas. Girato nel 2010 con il sostegno del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia, Sivas ha ottenuto anche un contributo per la post-produzione dalla sezione “Incontri sul ponte” del Festival Internazionale del Cinema di Istanbul. Imprenditore versatile, Kaan Müjdeci attualmente gestisce il noto locale Luzia ed il Voo Concept Store a Kreuzberg. Festival & Premi: Kaan Müjdeci ha ottenuto un grande successo con il suo primo lungometraggio Sivas, che è stato ammesso nel concorso principale alla 71a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2014), aggiudicandosi il Premio Speciale della Giuria; mentre Doðan Ýzci, il piccolo interprete del film, ha ricevuto il Premio “Bisato d’Oro” per la miglior interpretazione. Il film ha vinto il Premio Speciale della Giuria ed il Premio Arancia d’oro per “Miglior montaggio” alla 51a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Antalya (2014); mentre Doðan Ýzci si è aggiudicato il Premio Speciale “Behlül Dal”. Sivas è stato candidato all’Oscar 2016 come “Miglior film straniero”.

Domenica 11 Marzo / 16:00 - 18:00 61 giorni (Ýſtarlýk Gazoz) Yüksel Aksu/ 2016/115’
Trama del Film: Agli inizi degli anni settanta Adem è uno studente bravo e intelligente che vive in un borgo dell’Egeo insieme alla sua famiglia. Appena termina la scuola per sfruttare al meglio le vacanze estive, dichiara di voler lavorare con il Maestro Cibar Kemal, venditore di gassosa. Dopo aver ricevuto il permesso con molta difficoltà, Adem comincia a lavorare come apprendista presso Cibar Kemal. Nei primi giorni di Ramadan, Adem viene colpito molto dalle parole dell’imam che dice il sermone in moschea e decide di fare digiuno. Ma siccome è piccolo, la sua famiglia non gli permette di farlo. Lui non l’ascolta e fa digiuno di nascosto. Vendere gassose sotto il caldo dell’Egeo fa stancare molto Adem che per la sete e fame comincia a vedere miraggi e cosi tutti questi problemi trascinano Adem in un’avventura. Yüksel Aksu si è laureato nel 1993 al Dipartimento di Cinema e Televisione della Facoltà di Belle Arti dell’Università Dokuz Eylül di Smirne e ha conseguito il master nello stesso dipartimento. In qualità di regista, ha prodotto cortometraggi, documentari e serie televisive. Nel 2006 ha vinto diversi premi nazionali e internazionali con il film Icecream, I scream (Dondurmam Gaymak) che ha realizzato come sceneggiatore, regista e produttore. Attualmente tiene lezioni presso la Facoltà di Comunicazione dell’Università di Istanbul. 

Sabato 10 Marzo / 18:15 - 20:20 La gente di mio nonno (Dedemin Ýnsanlarý) Çaðan Irmak/2011/123’
Trama del film: Ozan di dieci anni vive con la numerosa famiglia di origine cretese, in un paesino litorale dell’Egeo. Il nonno Mehmet, durante gli anni di scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia, ha dovuto trasferirsi da Creta. Per questo gli amici di Ozan lo chiamano “infedele”. Ozan, per la paura di essere alienato, rifiuta l’infedeltà e si mette spesso contro i genitori e il nonno dicendo “Siamo Turchi”. Il signor Mehmet, commerciante rispettato nel paese, è dispiaciuto per il carattere scontroso del nipote. Lui, che a 7 anni ha dovuto immigrare da Creta a Ýzmir, racconterà al nipote il passato dei suoi antenati, la sua terra nativa e la nostalgia che porta nel cuore attraverso le bottiglie che butta nelle acque azzurre dell’Egeo. Çaðan Irmak (Izmir, 4 Aprile 1970) regista e sceneggiatore, ha trascorso l’infanzia a Seferhisar e si è laureato all’Università di Ege al Dipartimento di Radio e Televisione. Ottiene il successo grazie alla serie televisiva Asmalý Konak (Palazzo Asmalý). Sempre per la televisione, ha scritto e diretto la serie Çemberimde Gül Oya (Il mio fazzoletto ricamato), dove narra la tensione politica degli anni ’80 e il susseguirsi delle vicende nel 2000. Ha diretto otto lungometraggi e vari cortometraggi. Festival e Premi: Miglior Scenografo (44.Premio SÝYAD/Associazione Scrittori di Cinema - 2012).