Cronaca

Erdogan: taglieremo la testa ai traditori

domenica 16 luglio 2017 La Repubblica Foto: InfoOggi.it

ISTANBUL - "Taglieremo le teste dei traditori". Così si presenta in piazza a Istanbul il presidente turco Recep Tayyip Erdogan esordendo nel suo discorso per le celebrazioni del primo anniversario del fallito golpe dello scorso anno che causò, in gran parte tra gli insorti, oltre 260 morti e un'ondata di arresti, a centinaia, che si ripetono quotidianamente. 
Discorso presidenziale diffuso in tutto il paese grazie ai maxischermi e seguito da centinaia di migliaia di persone cominciate a confluire sin dal primo pomeriggio in prossimità del ponte sul Bosforo, dove furono uccise dai presunti golpisti 34 persone e da allora ribattezzato "il ponte dei Martiri". Erdogan ha anche aggiunto che i ribelli in prigione dovrebbero indossare un'"uniforme", "come a Guantanamo". Chiaro il riferimento alla tuta arancione indossata dai presunti terroristi detenuti nella prigione Usa sull'isola di Cuba. Il leader turco era giunto da Ankara in aereo, scortato da jet da guerra F16.
"Kilicdaroglu parla di golpe 'controllato'? Come lui parlano solo i golpisti", ha attaccato Erdogan riferendosi al leader dell'opposizione Kemal Kilicdaroglu definito "un codardo" per non essere sceso in strada. "Se lo avessi saputo non lo avrei invitato al meeting di unità nazionale", ha detto il presidente riferendosi a un incontro a cui avevano partecipato gli esponenti di tutti i partiti.
Centinaia di bandiere, molti cartelli che omaggiavano il presidente e in tanti, tra la folla, hanno inneggiato al ritorno alla pena di morte. Il presidente ha prontamente ribadito di essere pronto a firmare la legge dopo l'approvazione del parlamento. Oltre ad Erdogan ha parlato il premier Binali Yildirim, che ha sfilato a Cengelkoy, quartiere di Istanbul dove un anno fa persero la vita altre 17 persone fedeli al presidente. "Non ci dimenticheremo quello che hanno fatto, i colpevoli la pagheranno. La gente è ancora arrabbiata, abbiamo il dovere di continuare la nostra battaglia fino a quando anche l'ultimo golpista non sarà arrestato". Circa 250 fiaccole sono state accese per ricordare le vittime dei golpisti e l'annniversario è diventato una nuova festa nazionale chiamata "il giorno della democrazia e dell'Unità nazionale".
Il presidente turco è convito che la mente di quella tragica insurrezione sia stato l'imam e miliardario residente negli Stati Uniti Fetullah Gulen, un suo ex alleato ora considerato il capo di una organizzazione sovversiva. Però le foto della prima ondata di arresti di centinaia di militari denudati e rinchiusi in un grande capannone indignarono l'opinione pubblica mondiale.
E solo una settimana fa, una folla altrettanto oceanica, qualcuno dice un milione di persone, erano scese in piazza a Istanbul per la manifestazione di opposto colore, a conclusione la "marcia per la giustizia" partita il 15 giugno da Ankara per iniziativa dello stesso Kilicdaroglu e del suo partito repubblicano del popolo (Chp), principale forza di opposizione nel paese, col motto: "Romperemo i muri della paura".