Cronaca

Strage di bambini in attacchi aerei sui ribelli

4 aprile 2017 R.it Foto: Hurriyet Daily News

BEIRUT - Immagini che non si ha il coraggio di pubblicare, ma che stanno sconvolgendo tutte le sedi internazionali. L'orrore del nuovo bombardamento in Siria ha il volto di bimbi colpiti anche negli ospedali dove erano appena stati ricoverati. Un raid aereo con 'gas tossicì è stato lanciato questa mattina contro Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib, sotto il controllo dei ribelli.
L'attacco ha fatto almeno 58 morti, tra i quali - secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani - almeno undici bambini. Ed è un bilancio provvisorio destinato ad aumentare. Ma non è stato l'unico. Nuovi raid sono poi stati segnalati, e molte bombe hanno colpito gli ospedali. Le testimonianze anche dai volontari delle organizzazioni internazionali si susseguono.
Secondo le testimonianze, centinaia di civili presentano vomito e schiuma alla bocca. I sintomi manifestati da tutti sono riconducibili all'utilizzo di armi chimiche. Le vittime però per gli attivisti sono già almeno cento, oltre 400 i feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, e questo riporta anche il sito della tv araba Al-Arabiya che cita la Direzione sanità di Idlib. Stamani il sito di notizie vicino all'opposizione 'Shaam' aveva parlato di bombe al cloro, ma per la Direzione sanità si tratterebbe invece di gas sarin, entrambi vietati a livello internazionale. Bombardate anche alcune strutture sanitarie in zona, come riferito dall'agenzia di stampa Dpa.
Rami Jarrah, su Twitter, ha postato un aggiornamento dopo aver parlato con il dr Feras al Jundi che sostiene che l'attacco sia stato compiuto con gas sarin o con sostanze simili che aggrediscono il sistema nervoso. Il medico ha parlato di oltre cento vittime, molte delle quali bambini. Ma il bilancio resta incerto. Ad essere colpito, alle 04:30 del mattino, è stato il quartiere Shemali, dove si trovano i rifugiati della citta di Hama.
E la Comunità internazionale sta reagendo con durezza. Sia la Francia che la Gran Bretagna hanno chiesto un incontro di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. "Un nuovo e particolarmente grave attacco chimico è avvenuto questa mattina nella provincia di Idlib. Le prime informazioni suggeriscono un grande numero di vittime, anche bambini. Condanno questo atto disgustoso", ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Marc Ayrault, sottolineando che queste azioni gravi "minacciano la sicurezza internazionale". Il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano, inoltre, ha assicurato che anche "l'Italia sarà in prima linea al Consiglio di sicurezza dell'Onu nella riunione d'urgenza, e domani alla Conferenza di Bruxelles sulla Siria, nel condannare l'uso di armi di distruzione di massa contro la popolazione siriana e nel chiedere con forza che vengano individuati i responsabili di questo crimine contro l'umanità". L'Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha puntato invece il dito contro il regime di Bashar al-Assad. "Oggi la notizia è tremenda", ha detto Mogherini parlando con i media a Bruxelles a margine della conferenza Ue-Onu. "Noi europei crediamo che le responsabilità abbiano rilevanza, quindi chi ha commesso crimini di guerra deve essere chiamato a risponderne", ha proseguito.
"Orribili notizie di un attacco con armi chimiche in provincia di Idlib in Siria. Sull'incidente bisogna indagare e i perpetratori devono essere portati davanti alla giustizia", ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson.
Si dice 'indignatò il presidente francese, Francois Hollande: "Ancora una volta il regime siriano negherà l'evidenza delle sue responsabilità. Come nel 2013, Bashar Al-Assad, conta sulla complicità degli alleati per beneficiare di una impunità intollerabile. Chi sostiene questo regime può misurare una volta di più la portata della sua responsabilità politica, strategica e morale".
Dura la condanna di Israele che critica l'uso di armi chimiche contro civili innocenti in Siria. "Le immagini terribili dalla Siria dovrebbero scuotere ogni essere umano. Ci appelliamo al mondo per tenere le armi chimiche fuori dalla Siria", ha detto il premier Benyamin Netanyahu.
Un attacco 'inumano', che costituisce una minaccia per i negoziati di pace, ha detto il presidente turco Erdogan che ha chiamato al telefono il presidente russo Vladimir Putin. Una fonte ha riferito: "Il presidente Erdogan ha detto che questo tipo di attacco è inumano e inaccettabile e ha sottolineato che rischia di vanificare tutti gli sforzi di negoziato che ad Astana" stanno affrontando il problema della pace in Siria. La fonte non ha specificato se Erdogan abbia detto chi sia da condannare per l'attacco.
Su richiesta degli insorti locali filo-Ankara, la Turchia ha inoltre inviato nella zona dell'attacco 30 ambulanze dalla provincia frontaliera di Hatay, secondo quanto riferito dalle autorità locali, citate da Anadolu. Alcuni dei feriti saranno trasportati in ospedali sul territorio turco.
Intanto sui social network gli attivisti hanno postato immagini che mostrano i volontari della Protezione civile, i cosiddetti 'caschi bianchì siriani, che soccorrono i feriti stesi a terra lavandoli con i tubi dell'acqua. In un altro video si vedono alcuni dei bambini morti dell'attacco.
"Immagini sconvolgenti, l'umanità è morta oggi in Siria", ha detto Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia. "La comunità internazionale, dopo sei anni di inferno, deve porre fine a questo calvario. Non ci sono figli di Assad e dei ribelli, sono tutti vittime di una guerra che non hanno voluto".
Le dinamiche del raid non sono chiare. L'inviato speciale delle Nazioni unite per la Siria, Staffan de Mistura, in conferenza stampa nel pomeriggio ha spiegato: "È stato un attacco chimico, venuto dall'aria. Stimoleremo tutti quelli che hanno la capacità di capire tecnicamente cosa è succeduto. La Opcw (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) è l'ovvio candidato. Quello che sappiamo è che è stato un orrore". La zona di Idlib è controllata da gruppi di ribelli e dai qaedisti dell'organizzazione Fatah al Sham, contraria al governo di Damasco. E proprio la Coalizione siriana, il gruppo delle opposizioni con sede all'estero, ha puntato il dito contro gli aerei governativi, accusandoli di essere i responsabili del bombardamento. Ma fonti governative respingono le accuse, definendole 'falsè e accusando l'opposizione di voler "ottenere tramite i media ciò che non ha potuto ottenere sul campo". Le forze siriane, ha detto una fonte dell'esercito, "non hanno e non hanno usato armi chimiche, né ora né in passato".
La città di Khan Sheikhun conta circa 75 mila abitanti, ma l'intera provincia secondo dati Onu ospita anche 900 mila sfollati, provenienti da diverse zone teatro di guerra.
Almeno altre 15 persone sono morte e decine sono rimaste ferite in altri raid nella provincia di Idlib che il sito di notizie siriano vicino all'opposizione 'Shaam' attribuisce "all'aviazione russa" alleata a quella di Damasco. A Salqin, nel Rif occidentale di Idlib, l'aviazione russa ha colpito con missili un'area densamente abitata da civili nel centro della città, con un bilancio provvisorio di 10 morti e decine di feriti, mentre a Jisr al-Shughur un attacco analogo ha fatto cinque morti e diversi feriti.