Cronaca

Strage di Capodanno: arrestata una delle menti

14 febbraio 2017 Agenzia Nova Foto: Panorama.it

ANKARA - La polizia turca ha arrestato oggi uno dei presunti organizzatori dell'attentato del primo gennaio alla discoteca Reina di Istanbul, dove state uccise 39 persone. Secondo un comunicato della procura della provincia sud-occidentale di Burdur, il sospetto, le cui iniziali sono A.S., è stato arrestato a Istanbul.
Il suo nome compariva sul contratto di affitto dell'appartamento di Esenyurt, nel quale è stato trovato l'autore della strage, il cittadino uzbeko Abdulgadir Masharipov, il 16 gennaio scorso. Secondo il quotidiano "Daily Sabah", l'uomo è stato arrestato due giorni fa e sarebbe un cittadino francese di origini turche che risiedeva in Francia dal 2009.
Nel frattempo, lo stesso Masharipov ha chiesto di essere condannato a morte per l'attentato di capodanno. Un tribunale di Istanbul ha disposto sabato 11 febbraio la custodia cautelare per il cittadino uzbeko accusato dell'uccisione di 39 persone. Masharipov ha già confessato la propria colpevolezza, dicendo di non essere pentito del suo gesto e rivelando di aver ricevuto l’ordine di agire da un uomo dello Stato islamico a Raqqa, in Siria. “Quando era sicuro che avremmo compiuto l’attacco, l’emiro che mi ha contattato da Raqqa mi ha inviato un video degli interni del Reina. Ho guardato il video diverse volte. Dopo aver memorizzato completamente il piano del locale notturno, sono andato a Zeytinburnu (quartiere di Istanbul) e ho preso l’arma, dopo di che sono tornato e ho iniziato l’attacco”, ha riferito Masharipov, citato dai media turchi. Ad una domanda sul perché abbia deciso di colpire la discoteca Reina, Masharipov, ha risposto che le persone al suo interno erano “apostati”. Masharipov avrebbe rivelato lo scorso 17 gennaio alle autorità turche i dettagli sulla preparazione dell’attacco e l’identità dei mandanti. Nella confessione, l’uomo di origini uzbeke ha dichiarato che il luogo scelto inizialmente per l’azione terroristica era Piazza Taksim, uno dei simboli della metropoli turca, ma avrebbe rinunciato a causa dei troppi controlli delle forze di sicurezza, optando per la discoteca Reina.
Dal primo gennaio scorso le autorità turche hanno smantellato decine di cellule dello Stato islamico rispettivamente nei quartieri di Esenyurt, Silivri e Basaksehir di Istanbul. L'operazione è stata diretta dal capo della polizia di Istanbul Mustafa Caliskan, che ha ordinato agli agenti di arrestare Masharipov vivo al fine di determinare le sue connessioni. Un gruppo di lavoro composto da 2 mila persone è stato costituito dalle autorità per compiere indagini a Istanbul e nelle province di Konya, Hatay e Smirne sui video delle telecamere di sicurezza per un totale di 7.200 ore di filmati. Diverse abitazioni sospette sono state tenute sotto stretta sorveglianza dalla polizia nel quadro della caccia all'uomo.
Le autorità sostengono inoltre che l’abitazione del quartiere di Esenyurt in cui è stato trovato Masharipov sia stata utilizzata in questi anni da membri dello Stato islamico come base per ospitare i militanti pronti per essere inviati in Siria. Le forze di sicurezza ipotizzano che Masharipov si stesse preparando a lasciare Istanbul per dirigersi in Siria. In seguito all’arresto di Masharipov, le autorità uzbeke hanno rilasciato una dichiarazione precisando che l’uomo aveva lasciato il paese natale circa sei anni fa per trasferirsi in Afghanistan. Masharipov si trova attualmente nel carcere di massima sicurezza di Silivri, ad Istanbul