Cronaca

Giornalisti a processo

lunedì 24 luglio 2017 Monica Ricci Sargentini/Corriere della Sera Foto: Corriere della Sera

ISTANBUL - Tutti in piazza per difendere i giornalisti di Cumhuriyet. Da stamattina alle nove attivisti dei diritti umani, avvocati, lettori e semplici cittadini si sono raduntati davanti al tribunale di Çaðlayan dove si celebra il processo contro 17 tra reporter e impiegati dello storico quotidiano di sinistra.
Undici dei 17 imputati compaiono davanti al giudice per la prima volta dopo essere stati in cella per mesi, dieci addirittura 267 giorni, mentre altri sei sono in libertà condizionale. Due persone sono, invece, latitanti. Una di queste è Can Dundar, l’ex direttore del quotidiano che si è rifugiato in Germania. Alla sbarra ci sono, tra gli altri, il direttore Murat Sabuncu, Il giornalista investigativo Ahmet Sik, il commentatore Kadri Gursel e il vignettista Musa Kart.
L’accusa è di “supporto ad organizzazione terroristica ed eversiva”, dalla quale saranno difesi da 57 avvocati. La procura chiede pene tra gli 8 e i 43 anni di carcere.
Ieri su un quotidiano tedesco Dundar ha lanciato un appello all’opposizione perché non si divida.
“I politici locali, accademici, scienziati, sindacati e partiti di opposizione devono fare network tra di loro e organizzarsi. Se si dovessero disunire a trarne vantaggio sarebbe solo Erdogan”.
Dundar è stato in carcere dal novembre 2015 al febbraio 2016, per aver pubblicato immagini relativi il passaggio su armi attraverso il confine turco siriano. Uno scoop che aveva fatto infuriare il presidente turco Recep Tayyip Erdogan: “Gli autori la pagheranno cara” aveva detto al tempo.
Molte organizzazioni, tra cui International Press Institute (IPI), Federazione europea dei giornalisti (EFJ) e Reporters sans frontières, così come sindacati e gruppi di cittadini nel Paese, hanno inviato osservatori al processo. Secondo le previsioni, potrebbero essere necessarie settimane perché i giudici pronuncino un verdetto.