Società

Cambia la scuola per avere musulmani più devoti

lunedì 10 luglio 2017 Marta Ittaviani/La Stampa Fonte:

ISTANBUL - La Yeni Turkiye, la Nuova Turchia, di Recep Tayyip Erdogan riparte dalla scuola. Ed esattamente come aveva promesso il presidente della repubblica qualche anno fa, sarà piena di nuove e sempre più numerose generazioni di musulmani devoti.
Tutto merito delle direttive che entreranno in vigore nel prossimo anno scolastico: la decisione di abolire l’insegnamento dell’evoluzionismo darwiniano, del mese scorso, è solo uno dei provvedimenti che il ministero dell’Educazione ha iniziato a redigere a inizio anno e che illustrano come cambieranno le attività sui banchi. Il tutto all’insegna della religione e dell’identità nazionale.  
La parte più importante è quella che riguarda le «imam-hatip», le scuole vocazionali, un tempo riservate a chi voleva frequentare la facoltà di Teologia, e sdoganate dopo la riforma dell’istruzione del 2012, quando Erdogan era ancora premier. Secondo il ministero dell’Educazione, diventeranno «una delle più prestigiose istituzioni del sistema scolastico turco», gli istituti più qualificati per accedere all’istruzione universitaria. 
Per prima cosa, lo studio del fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Atatürk, sarà ridimensionato. Le discipline insegnate andranno dagli Studi islamici, alle arti, dalle lingue straniere allo sport. Obiettivo principale di queste scuole è «assicurare la continuazione dei valori nazionali, culturali e morali e trasmetterli alle generazioni future». Per questo, oltre allo studio, saranno organizzate attività extra curriculari, per instradare i giovani ai valori «giusti» e tenerli lontani da «atteggiamenti negativi e immorali» o poco consoni a quelli del musulmano devoto.  
Il processo è seguito da vicino dal ministero della Cultura, che ha definito le imam hatip «un movimento che parte dal basso». Tutti gli edifici costruiti dopo il 2012, sono stati costruiti in uno stile che ricorda l’architettura Selgiuchide-Ottomana. Non solo. Fra i corsi di studio supplementari che vengono altamente incentivati ci sono l’arte della tradizione e calligrafia araba. Nei giorni scorsi Erdogan è tornato a rispolverare un’idea già lanciata nel 2004 che prevede l’insegnamento dell’ottomano e l’eliminazione delle parole di derivazione occidentale – ce ne sono soprattutto dal francese – nell’utilizzo quotidiano.  
Un fenomeno in forte crescita e che, se proiettato a dieci anni, dà un’idea della Turchia del futuro. Dal 2012, il numero di studenti che ha scelto questo indirizzo è lievitato. Per quanto riguarda le scuole medie, alle quali si accede a 10 anni, e che sono state create ex novo nell’anno scolastico 2012-2013, gli istituti confessionali erano 730 per un totale di 94 mila studenti. Nell’anno 2015-2016 sono diventati 1622, per un totale di 458 mila alunni. Nei licei, il fenomeno è ancora più tangibile. Se nel 2002-2003, anno in cui Erdogan ha preso il potere, erano 450 (71 mila studenti), nel 2015-2016 si è arrivati a 1149 sedi e 555 mila iscritti. Boom anche alla facoltà di Teologia, dove le matricole sono passate in pochi anni da 17 mila a 100 mila. In 5 anni sono stati segnalati decine di casi di scuole laiche trasformate in Imam-Hatip dalle autorità, spesso senza lasciare ai genitori scuole alternative per i loro figli.