Società

Vagoni per sole donne a Bursa. Il sindaco: Per tutelarle

domenica 25 giugno 2017 Monica ricci Sargentini/Corriera della Sera Foto: Corriere della sera

ISTANBUL - Carrozze separate per uomini e donne. È questa la novità lanciata da Recep Altepe, il sindaco di Bursa, la popolosa città a sud del Mar di Marmara, per far sentire le cittadine «a loro agio» quando prendono la metro.
«Abbiamo deciso di investire in questo progetto che non è sicuramente a basso costo. Ma la nostra è una città che ha un’alta qualità della vita in Turchia e la ventesima nel mondo» ha detto il sindaco durante un incontro in Comune. Alle donne sarà riservato l’ultimo vagone di ogni treno. Per ora l’annuncio sul nuovo servizio è stato esposto solo nella stazione di Otosansit ma presto apparirà anche in altre 40 fermate.
«Non è una segregazione di genere - ha precisato il primo cittadino - ma una possibilità per le cittadine. Non vogliamo dire che uomini e donne non possono stare nella stessa carrozza. Vogliamo solo dare la priorità alla comodità».
La spiegazione non convince i secolaristi del Chp che paventano da tempo un’islamizzazione strisciante della società. «Questo è solo l’inizio - ha detto il deputato socialdemocratico Nurhayat Altaca Kayýþoðlu - conosciamo questa mentalità che di certo non risolve i problemi delle donne. La soluzione per mettere fine alla violenza non è certo escludere le cittadine dalla società».
In Turchia si registra un alto tasso di violenza contro le donne. Spesso il crimine avviene tra le mura domestiche: nel 2015 i femminicidi sono stati 300 mentre uno studio del ministero della Famiglia e delle Politiche sociali nel 2016 ha rivelato che l’86% delle donne ha subito violenza fisica o psicologica dal partner o da un membro della famiglia. Ma allarmante è anche il fenomeno delle spose bambine: in un terzo dei matrimoni la sposa ha meno di 17 anni. Alla fine del 2016 si era arenato, a causa delle proteste, un disegno di legge che prevedeva la non perseguibilità di chi, giudicato colpevole di abusi sessuali su minore, avesse deciso di sposare la vittima della violenza. Il matrimonio riparatore aveva scatenato polemiche violente in Parlamento.
Anche il presidente Recep Tayyip Erdogan è stato più volte criticato per le sue dichiarazioni sulle donne che, ha detto qualche anno fa, «non possono essere trattate allo stesso modo degli uomini» e dovrebbero fare tre o più figli. Nel 2013, quando era ancora primo ministro, Erdogan si era anche scagliato contro i dormitori misti per gli studenti: «Perché un ragazzo e una ragazza – aveva detto– dovrebbero stare insieme in una proprietà privata? Come potreste mai tollerare una cosa del genere se si trattasse di vostro figlio o di vostra figlia? Potrebbe succedere qualunque cosa. Come capo di un governo conservatore dico che ciò non è possibile e se servirà una legislazione ad hoc la approveremo».