Società

Scuola Italiana di Izmir. La sfida dei pochi ma buoni

mercoledì 26 agosto 2016 Luigia Cristofaro/Il Nuovo Levantino Foto: Piero Castallano/Il Nuovo Levantino

IZMIR - È molto difficile imbattersi in qualcuno, qui a Izmir, che non abbia sentito parlare o addirittura frequentato la Scuola Italiana. Turchi, levantini, italiani e stranieri hanno trovato tra le sue mura antiche non solo l’istruzione che cercavano per i loro figli, ma anche accoglienza e disponibilità.
Le Suore d’Ivrea arrivano ad Izmir nel 1887, chiamate dal presidente del Consiglio dei Ministri di allora, Francesco Crispi, per l’istruzione dei figli delle famiglie italiane residenti all’estero.
In pieno Risorgimento, un gruppo di missionari e di suore comincia la propria avventura in Turchia, e qui, a Izmir, danno vita alla prima scuola materna in città.
Ciò avviene nel 1889, presso l’edificio della Scuola detta “la Punta”, così chiamata perché edifýcata proprio sulla parte più estrema del porto di Izmir, nell’attuale Alsancak. Apre le sue porte alla comunità un istituto che inizia a occuparsi dell’educazione delle bambine, dalla scuola materna alla scuola elementare.
Esisteva però anche un’altra scuola materna ed elementare, tenuta sempre dalle Suore d’Ivrea, chiamata “la Centrale”. Un bellissimo edificio costruito da genovesi, uno dei centri educativi più ammirati dell’Egeo per l’originalità della costruzione.
Ma nel 1944 la struttura, già danneggiata dal grande incendio del 1922, venne definitivamente demolita e, al suo posto, fu edificata l’attuale Direzione dell’università “Dokuz Eylül”.
Attualmente al centro di Alsancak, in prossimità di una delle strade pedonali e di passeggio maggiormente conosciute, la Scuola Italiana in questi anni ha goduto non solo di un’impostazione educativa qualificata e ben organizzata, ma anche di spazi interni ed esterni unici. Occupa difatti un edificio storico che, oltre a conservare tutto il fascino dei tempi trascorsi, si affaccia su un giardino alberato più unico che raro a trovarsi in centro città. Alberi, giostre per i piccoli e spazio ben curato fanno da cornice ai momenti di divertimento degli studenti.
Negli anni la storia italiana e quella turca si sono intrecciate tra le mura di questo edificio, e quando si è formato a Izmir il Nucleo Militare Italiano, in servizio alla Nato, decine e decine di bambini hanno trovato in questa scuola un ambiente familiare e accogliente in cui, l’insegnamento e la formazione umana, passano necessariamente attraverso l’accettazione di culture differenti.
Ma è con l’anno scolastico 2016/2017 che la Scuola Italiana decide di fare un ulteriore passo di qualità e comincia la sua sfida alla ricerca della “giusta modernità”, un connubio perfetto che l’Istituto intende perseguire.
Grazie alla Fondazione Istruzione e Cultura Arkas di Lucien Arkas, personalità di spicco non solo in Turchia e da annoverare tra il folto gruppo degli ex-alunni della Scuola Italiana diventati figure di rilievo nel panorama internazionale, l’Istituto si abbellirà di ulteriore modernità e innovative proposte educative: aule tematiche; nuovo design; possibilità di studiare un’altra lingua straniera, il francese, oltre all’inglese e al turco, già presenti nel piano di studio; e infine materiale di supporto di ultima generazione alle lezioni.
Principi come cooperazione, interculturalità e accoglienza che hanno sempre contraddistinto questa Scuola Italiana, saranno sorretti e arricchiti grazie a nuove risorse professionali e nuovi materiali a disposizione.
Questo non può non interessare la folta comunità di italiani e stranieri presenti in città, e far pensare che la Cultura, la Storia, così come il rispetto per la multiculturalità sono ancora salvaguardati da Istituti come questo.