Economia/agricoltura

Mossa a sorpresa dell'UE

22 dicembre 2016 Vittorio Da Rold/Il Sole 24 Ore Foto: Il Sole 24 Ore

BRUXELLES - La mossa a sorpresa decisa a Bruxelles non mancherà di certo di suscitare più di una reazione soprattutto fra i molti partiti populisti in crescita nell’Unione europea.
Comunque la Commissione europea ha deciso di sfidare lo zeitgeist, lo spirito del tempo che soffia verso il protezionismo e ha proposto oggi un ampliamento della sua unione doganale con la Turchia per includere i servizi e la maggior parte dei prodotti agricoli, nonostante un aumento delle tensioni politiche con Ankara dopo il fallito golpe militare del 15 luglio scorso. La Commissione, in un gesto di apertura dopo mesi di critiche ad Ankara, ha detto di aver chiesto ai Governi dell'UE di sostenere il suo tentativo di rinnovare un limitato accordo del 1996 che ha eliminato le tariffe sul commercio di beni industriali e su alcuni prodotti agricoli trasformati. L'unione doganale con Ankara è stata a lungo vista da Bruxelles come un precursore di una eventuale adesione all'UE della Turchia, ma i negoziati di adesione avviati nel 2005 si sono mossi molto lentamente tra le crescenti preoccupazioni per i diritti umani e altre questioni realative al rispetto della democrazia e dei diritti delle minoranze. Le preoccupazioni sono aumentate notevolmente a partire dalle purghe avviate su larga scala dalla Turchia nelle istituzioni statali a seguito del fallito colpo di Stato del 15 luglio, spingendo molti paesi europei a chiedere il congelamento dei negoziati di adesione con Ankara.
La Commissione UE ha proposto, per uscire dall’impasse in cui si sono infilati i due partner, un piano di rilancio per un accordo commerciale aggiornato, che comprenda politiche di sviluppo sostenibili e appalti pubblici, come un modo per mantenere un’influenza su un Paese candidato molto importante e che, pur essendo Paese Nato, sta entrando sempre di più nella sfera di influenza di Mosca.
Nell’accordo l'Unione europea prevede un incremento annuo delle sue esportazioni verso la Turchia, il suo quinto partner commerciale, per un valore di 27 miliardi di euro e un aumento delle esportazioni turche verso il blocco europeo di 5 miliardi di euro, particolarmente utile in un momento in cui l'economia della Turchia rallenta con una frenata dei consumi e dell’export che ha portato nell’ultimo trimestre a un calo del Pil dell’1.8% annuo.
L'UE è il principale partner commerciale della Turchia. Tuttavia, la proposta è molto probabile che trovi una forte resistenza negli Stati membri dell'UE e nel Parlamento europeo, che ha chiesto il mese scorso un congelamento dei negoziati con la Turchia dopo le epurazioni di massa nel post-colpo di Stato, decisioni che hanno portato a 125mila licenziamenti e a 40mila persone arrestate, tra cui un centinaio di giornalisti.
La Commissione ha inoltre legato l’estensione di qualsiasi accordo sull’ unione doganale al rispetto della democrazia e dei diritti umani - una questione molto delicata per Ankara, che si è lamentata del fatto che l'Unione Europea ha mostrato una mancanza di solidarietà dopo il fallito colpo di stato. Ankara afferma che le purghe sono state necessarie per sradicare i sostenitori di Fetullah Gulen, un predicatore islamico rifugiatosi negli Stati Uniti e che Ankara ritiene il regista del fallito colpo di stato di luglio. La Turchia ha a lungo cercato di estendere i suoi legami di libero scambio con il più grande blocco commerciale del mondo e ha cercato di essere inclusa nei colloqui su un accordo tra la UE e gli Usa. Ma i negoziatori di Bruxelles hanno ritenuto che l’inclusione avrebbe reso ancora più complesse le trattative per il momento arenate.
La Turchia ha lamentato che gli accordi commerciali sottoscritti dall'Unione europea con altri paesi non prendono in considerazione a sufficienza gli interessi turchi, visto che l'unione doganale significa un flusso maggiore di beni diretti in Turchia senza tariffe.
L'unione doganale europea, che celebrerà il suo 50º anniversario nel 2018, è unica al mondo. È un fondamento dell'Unione Europea ed è indispensabile per il corretto funzionamento del mercato unico. Una volta sdoganate in uno Stato membro, le merci possono circolare liberamente all'interno dell'Unione sulla base del principio che tutti gli Stati membri applicano le stesse norme di ingresso e di protezione alle frontiere esterne. Le 28 amministrazioni doganali dell'Unione europea devono agire come se costituissero un'unica entità, garantendo nel contempo l'agevolazione degli scambi e la tutela della sicurezza e della salute di tutti i cittadini dell'UE.