Turismo e viaggi

Tra la via della seta e l'Egeo

21 gennaio 2017 Sabina Quartieri/Il Messaggero Foto: Il Messaggero

IZMIR - Se Dario il Grande ha costruito la via Reale di Persia nel V secolo a. C. per arrivare fino a lei, non è un caso: città di dei, imperatori e sultani; casa di saggi, eroi e uomini liberi; ancora, tesoro per archeologi e studiosi, Smirne ha alle spalle ben 8.500 anni di storia.
Situata dove la Via della Seta incontra l’Egeo, nella parte occidentale della Turchia, la musa ispiratrice di Omero ospita moderni grattacieli che rendono onore alle rovine millenarie. Riscaldata dalle acque termali di Balçova, arricchita da numerosi capolavori architettonici e circondata da spiagge da cartolina e da un mare sempre blu, la città simbolo dell’acqua e del vento è una meta ideale per il turismo balneare e termale.
Ma non solo, perché “la bella Izmir” (così la chiamano in Turchia) accarezzata dalla brezza “imbat”, ha un'identità culturale molto forte e un patrimonio architettonico di gran valore (Persiani, Siriani, Romani, Bizantini e Ottomani sono solo alcuni dei popoli vissuti a Smirne nel corso della sua lunga storia). Fiera della sua diversità religiosa inoltre, la città vanta numerose chiese e sinagoghe che si mescolano armoniosamente con moschee e antiche case di Dio. Ancora, grazie al porto situato nel golfo, secondo solo ad Istanbul per importanza, questa località di mare è sempre viva: da non perdere il quartiere di Alsancak per incontrare e conoscere la gente del posto nei bar e nei bistrot del lungomare. 
Città delle olive, dei fichi, dell’uva e del cotone, Smirne ha diverse anime: la vita scorre veloce a Kordon, più lenta a Seferihisar e diventa invece puro piacere a Çeþme. Dominata inoltre da un clima sempre mite, quella che il poeta francese Victor Hugo ha definito “una principessa” è quindi una meta da visitare in ogni momento dell’anno, assaporandone gli aspetti di una moderna metropoli cosmopolita, che guarda al futuro senza dimenticare il suo glorioso passato. 
COSA VEDERE
Piazza Konak. Il centro di Smirne è stato trasformato in un ampio spazio ricreativo, di conseguenza è brioso in ogni suo momento. Da qui, dopo aver ammirato la statua monumentale di Hasan Tahsin, personaggio storico che sparò la prima pallottola contro gli invasori durante la Guerra d’Indipendenza, si possono raggiungere la Moschea Yalý, splendidamente adornata di mosaici provenienti da Kütahya, la Torre dell’Orologio, il Palazzo del Municipio e il Palazzo del Governo. 
La Torre dell’Orologio. Da secoli è il simbolo di Izmir e oggi è un punto di ritrovo per chi vuole incontrarsi. L’opera venne commissionata nel 1901 all’architetto levantino locale Raymond Charles Péré in memoria del 25esimo anniversario della salita al trono del Sultano Abdülhamit II. L’orologio invece è un dono dell’Imperatore tedesco Guglielmo II, in segno di amicizia tra la Germania e la Turchia. Kemeraltý. È il bazar antico di Smirne e si estende dal quartiere Mezarlýkbaþý fino a piazza Konak. Particolare la forma a curva di viale Anafartalar, che in passato circondava il porto preesistente. Come nei tempi antichi, anche oggi il mercato di Kemeraltý è il più importante centro commerciale di Izmir. Costituito da ambienti coperti ed aperti, al suo interno è possibile trovare ceramiche, pannelli di mosaico, oggetti di legno e di ottone, tappeti e kilim, prodotti di pelle della tradizionale arte manuale turca, oltre a ogni tipo di leccornia della cucina tipica dell'Egeo. 
L’Ascensore. Fu costruito nel 1907 dall’uomo d’affari ebreo Nesim Levi, per far raggiungere più facilmente la parte superiore di viale Mithatpaþa. Considerata ormai un’opera imprescindibile della città, al giorno d’oggi è l’attrazione turistica più in voga di Izmir. 
Il Parco della Cultura. E’ uno spazio ricreativo molto frequentato dagli abitanti di Smirne, grazie alle fresche temperature dell'area, ai suoi impianti sportivi e alle zone adibite alla socialità. È qui che ogni anno ad agosto, dal lontano 1936, si tiene la Fiera Internazionale di Izmir. 
Lungomare di Alsancak. Fonte di ispirazione per poesie e canzoni, il cosiddetto “Kordon”, con i suoi romantici tramonti, la brezza marina, i bar, i cafè e i negozi eleganti, è un ambiente festoso e allegro, molto amato dalla gente di Smirne. 
Kýzlaraðasý Haný. Questo Han, costruito nel 1744 da Hacý Beþir Aða, è stato aperto subito al pubblico. Rappresenta uno dei rari esempi di architettura ottomana in città. Strutturato come gli altri con cortile e mercato, è un edificio a pianta rettangolare. Dopo il recente restauro, è diventato uno dei centri più vivi per la socialità e lo shopping. 
La Chiesa di San Policarpo. Costruita nel 1625 col permesso del Sultano Solimano il Magnifico, è la più antica di Smirne. Al suo interno, ricco di incredibili ornamenti murali, vengono custoditi gli affreschi che rappresentano l’uccisione del santo protettore della città da parte dei Romani nell’antico stadio di Kadifekale. L’architetto Raymond Charles Péré, originario di Smirne, chiamato a restaurare le pitture nel XIX secolo, ha raffigurato se stesso con le mani legate mentre osservava impotente ciò che stava accadendo. 
Terme di Balçova. Dette anche di Agamennone e narrate nelle opere epiche di Omero, sono considerate da sempre luoghi salutari. Famosissimo al tempo di Alessandro Magno (tanto che qui furono curate le ferite dei suoi soldati), questo sito offre bagni di fango e acqua sorgiva dalle proprietà benefiche (anche da bere). Quest'ultima, particolarmente ricca di cloruro di sodio, allevia i disturbi delle alte vie respiratorie, le infiammazioni croniche, i reumatismi e le malattie della pelle. 
Le spiagge. La costa sul Mar Egeo della provincia di Izmir è lunga più di 600 chilometri. Costituita da promontori e insenature, oltre l’uso della spiaggia questa zona della Turchia offre anche l'ambiente ideale per praticare gli sport acquatici. Tra i lidi che vale la pena vedere, ci sono quelli di Pamucak, Urla, Gülbahçe, Çeþme, Ilýca, Alaçatý, Altýnkum, Gümüldür e Özdere (non da meno Dikili, Çandarlý, Foça e Ören, che si trovano a nord). Raggiungere il mare è estremamente facile: dal centro di Smirne e dal posteggio Üçkuyular sono diversi i mezzi pubblici disponibili ad ogni ora del giorno. 
LA TRADIZIONE MILLENARIA DELLA CUCINA DI SMIRNE
La società multiculturale di Izmir si riflette nei suoi piatti, per un viaggio culinario dai mille sapori. L’olio d’oliva, fonte di salute, di bellezza e di un'alimentazione sana, è l’elemento più importante delle pietanze preparate con verdure come foglie di vite, fave, fagioli, börülce, peperoni, carciofi, spinaci, zucchine, fiori di zucca, cavoli e erbe officinali. Le polpette con salsa di pomodoro, insieme a quelle di Ayvalýk, Bergama, Ödemiþ e Tire, vengono cucinate sin dal periodo selgiuchide ed ottomano. Altri piatti fondamentali da assaggiare sono gli arnavut ciðeri e i ciðer kapama a base di fegato, ma anche i çöp þiþ e i þevket-i bostan, fatti con carne. Per quanto riguarda il pescato, oltre alle sarde cucinate in foglie di vite, al filetto di sogliola, agli izmarit in padella, alla papalina fritta, ai pesci cotti al latte o al sale, da provare gli antipasti con il polpo, il pettine di mare, i gamberi, le cozze, i totani e i granchi. 
Non si può concludere questo viaggio culinario senza la frutta e i dolci. Come il fico, in particolare la tipologia Bardacýk, coltivata ad Izmir e soprattutto a Çeþme, che diventa ancor più prelibato se infornato con le noci. Il suo sapore è incredibile, poi, se abbinato a mandorle, prugne, limone, melograno, more, gelso, mandarino ed arancia. La macedonia di frutta egea e i dolci come lokma, lor, fýrýnda sütlaç, tulumba e kalburabasti sono la tentazione di tutti i golosi per tornare in questi luoghi. A Smirne, infine, per dedicarsi agli amici e concedersi una cena in compagnia, i posti più frequentati si trovano nei quartieri di Alsancak, Karþýyaka-Bostanlý e Ýnciraltý, pieni di bar, bistrot e ristoranti (per i piatti più casarecci meglio le zone di Konak, Kemeraltý, Bornova e Balçova).