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La Turchia potrebbe tornare nel calendario WRC già dal prossimo anno

18 luglio 2017 Motorsport.com Foto: Motorsport.com

ISTANBUL - Ormai da tempo il Rally di Polonia, evento che ha sancito la pausa estiva del Mondiale Rally 2017, sembra destinato a lasciare posto ad altri eventi nel Calendario WRC a partire dalla prossima stagione.
Se la Polonia dovesse saltare, i posti liberi appetibili per altre località intenzionate a entrare a far parte del Mondiale Rally sarebbero 2. Oltre alla Polonia, infatti, è ormai noto come anche il Rally di Cina sia finito nel dimenticatoio dopo i problemi organizzativi (economici) dei promotori dell'evento e, come se non bastasse, anche dalle calamità naturali che lo scorso anno di fatto distrussero parte del percorso causa frane e smottamenti.
I promotori del WRC sono alla ricerca di due nazioni interessate a entrare nel calendario dal 2018 e, a quanto pare, le alternative sembrano non mancare affatto. Da tempo Croazia e, soprattutto, Nuova Zelanda hanno svelato la loro volontà di far parte del WRC, con quest'ultima location che vorrebbe sfruttare la presenza e la competitività di Hayden Paddon per promuovere ancora di più il territorio.
La Polonia, invece, ha perso la sua punta di diamante: Robert Kubica. Nelle ultime ore, però, è comparsa una terza nazione interessata a entrare nel Mondiale. Si tratta della Turchia già nel calendario WRC sino al 2010.
Ricordiamo che la Turchia uscì dal Mondiale a causa dell'eccessiva indisciplina del pubblico, capace di creare numerosi pericoli nel corso della manifestazione. Un po' come accaduto in Polonia in questa stagione, uno dei motivi per cui i promotori del WRC e la FIA vorrebbero sostituire la gara con una delle tre pretendenti.
Si profila dunque una lotta a tre per due posti disponibili, perché i promotori WRC vorrebbero raggiungere quota 14 eventi annuali senza però superarli. I team sarebbero favorevoli al ritorno della Turchia e all'entrata della Croazia specialmente per una questione di costi. La Nuova Zelanda, infatti, sarebbe una trasferta lunga e logisticamente molto onerosa al pari del Rally d'Australia che da qualche anno chiude il Mondiale.