Azerbaijan

Rapporti più forti Roma-Baku

25 maggio 2017 Agenzia Nova Foto: Azerbaijan News

ROMA - L’Italia e l’Azerbaigian sono partner storici e i rapporti si sono intensificati nei 25 anni di relazioni diplomatiche ufficiali: lo afferma in un’intervista ad “Agenzia Nova” l’ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia, Mammad Ahmadzada, che ha voluto presentare così l’evento “Voci e ritmi della Terra del fuoco”, il concerto di musica e danze nazionali, che si è svolto presso il Teatro Salone Margherita in occasione della Festa nazionale – Giorno della Repubblica e del 25mo anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche bilaterali.
“Con questo evento l’ambasciata vuole festeggiare il giorno della Repubblica e brindare ai nostri rapporti con l’Italia”, ha detto l’ambasciatore, che spiega la storia della prima ricorrenza – la festa della Repubblica – che si celebra il 28 maggio. “Una data di importanza storica perché nel 1918 venne creata la prima Repubblica democratica dell’Azerbaigian, la prima democratica dell’Oriente musulmano. Questa Repubblica ha perseguito una serie di innovazioni politiche e ha concesso il diritto di voto alle donne, molti anni prima di tanti Paesi. Purtroppo questa Repubblica ha avuto una storia di soli 23 mesi: nel 1920 l’Azerbaigian ha perso la sua indipendenza a causa di una serie di cambiamenti geopolitici nella regione. Nel 1991, con la dissoluzione dell’Urss, abbiamo recuperato la nostra indipendenza e abbiamo scelto come data da commemorare non il 18 ottobre 1991, ma il 28 maggio 1918, proprio perché questa Repubblica ha consentito di fondare le basi del nostro sistema di stato”, spiega l’ambasciatore. Inoltre, appuntamento non meno importante, si festeggia il 25mo anniversario dei rapporti bilaterali. Le relazioni fra Italia e Azerbaigian, tuttavia, sono ben più antiche come ricorda l’ambasciatore: dall’arrivo della legione dell’imperatore Domiziano “a qualche chilometro da Baku dove c’è una riserva storica di Gobustan e ci sono delle incisioni rupestri di epoca romana”; alle note dei viaggi di Marco Polo e i rapporti fra le repubbliche marinare italiane e gli stati esistenti all’epoca negli attuali territori dell’Azerbaigian; la prima Repubblica democratica, “di cui l’Italia riconobbe l’indipendenza e inviò una presenza diplomatica a livello consolare”; e poi in epoca sovietica “quando venne sancito il gemellaggio fra Baku e Napoli nel 1972”. Oggi “i rapporti nell’ambito economico-commerciale sono fortissimi: l’Italia è il nostro primo partner commerciale e noi siamo uno dei primi fornitori di greggio dell’Italia”, afferma l’ambasciatore, secondo cui “la presenza di numerose società, non solo del settore energetico; un progetto strategico come il Tap; e le tante visite ufficiali – che si sono intensificate negli ultimi anni – hanno notevolmente favorito lo sviluppo di questi rapporti”.
“Sono ambasciatore da un anno”, ricorda Ahmadzada, “e le visite di alto livello si sono intensificate: l’anno scorso il ministro dell’Energia Natig Aliyev si è recato in Italia come copresidente della commissione intergovernativa per la cooperazione economica; l'allora ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, e l'allora ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Stefania Giannini, e quest’anno il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda si sono recati in Azerbaigian. Quindi, spiega l’ambasciatore, “i rapporti politici sono ottimi e hanno un carattere di partenariato strategico, perché durante la visita del 2014 del presidente Ilham Aliyev in Italia è stata adottata una dichiarazione intergovernativa che sancisce la cooperazione in tutti gli ambiti: politico, economico, umanitario, della scienza e dell’istruzione”. In particolare, in quest’ultimo campo, i legami “si sono intensificati, grazie agli accordi siglati fra le università dei due paesi: oggi in Italia studiano più di mille studenti azeri, e questo numero continuerà a crescere. D’altronde più del 60 per cento della popolazione azera ha un’età inferiore ai 40 anni e c’è un tasso di crescita demografica molto elevato. Per questo motivo, il governo sta facendo tutto il possibile per garantire lo studio dei giovani, non solo nel territorio nazionale, ma anche consentendo loro di studiare nelle principali università del mondo: perché loro sono il futuro del paese”. Da non sottovalutare i benefici reciproci derivanti dalla bontà dei rapporti. “L’Italia per l’Azerbaigian un ponte per accedere all’Europa, ma la stessa cosa si può dire per l’Azerbaigian. Geograficamente siamo più in Asia che in Europa, però politicamente ed economicamente abbiamo sempre avuto una forte collaborazione con il mondo occidentale: nel 2001 siamo diventati membri del Consiglio d’Europa e ancora prima dell’Osce e abbiamo una serie di programmi di collaborazione molto forti con l’Ue. Allo stesso tempo l’Azerbaigian è un paese a maggioranza musulmana laica, con una presenza delle comunità cristiana e ebraica che vivono in armonia dentro una società multiculturale, e la nostra posizione potrebbe avere un ruolo molto importante per l’Italia, garantendo al paese l’accesso all’Asia”, ha detto l’ambasciatore. “L’Azerbaigian storicamente è un paese chiave nella famosa ‘Via della Seta’: basti leggere le note di Marco Polo nel suo viaggio, o i rapporti fra le repubbliche marinare e gli Stati che esistevano all’epoca nel territorio dell’Azerbaigian. Oggi il paese, vista la sua posizione geografica, ha un ruolo chiave nel progetto di rivitalizzazione della famosa Via della Seta, ma anche perché sono stati effettuati grandi investimenti per modernizzare l’infrastruttura del paese e renderlo un hub regionale, in particolare per quanto riguarda gli investimenti ferroviari, come il progetto il Baku-Tbilisi-Kars che comincia dall’Azerbaigian e si completa in Turchia, e il corridoio Nord-Sud, dato che siamo l’unico paese che ha confini sia con l’Iran che con la Russia, e quindi con un ruolo molto importante per l’accesso ai due mercati”, afferma l’ambasciatore Ahmadzada.
Il culmine dei festeggiamenti dei 25 anni di relazioni diplomatiche è stata la visita del ministro degli Esteri azero Elmar Mammadyarov. “Lo scorso 20 aprile, il capo della diplomazia dell’Azerbaigian si è recato in Italia dove ha avuto un incontro con l’omologo Angelino Alfano, con il ministro Calenda ed è stato organizzato un evento alla Sioi, cui hanno partecipato il presidente dell’organizzazione Franco Frattini e il sottosegretario agli Affari esteri Benedetto Della Vedova, con una mostra fotografica dedicata proprio all’anniversario. Una visita che è servita a scambiarsi delle opinioni su ciò che è stato fatto e su quali sono le prospettive future di questi importanti rapporti”, ha spiegato l’ambasciatore, secondo cui sono tanti gli ambiti in cui ci sono dei margini di miglioramento. “Credo che dobbiamo continuare il dialogo politico importante attualmente in corso e nello stesso tempo cercare nuove opportunità di approfondire i rapporti economici: il settore energetico resta importante, il Tap è un progetto strategico e una grande opportunità per le società italiane che hanno già ricevuto 7 miliardi di dollari dai contratti siglati nell’ambito del Corridoio meridionale, quindi non solo attraverso il Tap, ma anche con il Tanap e la seconda fase del giacimento di Shah Deniz. Oggi l’Azerbaigian sta vivendo un’importante fase di diversificazione dell’economia: stiamo lavorando per aumentare il numero dei progetti industriali con l’Italia; sosteniamo il trasferimento di tecnologia e know How; e consideriamo il modello delle Pmi italiane un aspetto favorevole per la nostra economia. Inoltre, puntiamo a espandere la cooperazione nel settore agricolo, il turismo, l’Ict, e il petrolchimico, dove c’è già un forte sviluppo con la presenza di Maire Tecnimont”. Anche il settore arte e cultura, prosegue l’ambasciatore, è un importante punto di contatto vista la partecipazione per la terza volta quest’anno alla Biennale di Venezia. “Servono investimenti reciproci e l’Azerbaigian ha iniziato a effettuarli nel mercato italiano, non solo con il Tap, ma anche con gli investimenti del nostro fondo petrolifero nel settore immobiliare italiano. E poi nel settore turistico: l’Italia è una delle mete favorite dei nostri turisti, ma vediamo anche una crescita del flusso dei visitatori italiani in Azerbaigian e ciò grazie agli investimenti effettuati nel ramo urbanistico e alberghiero. Inoltre, i tanti eventi sportivi e di intrattenimento – i primi Giochi europei di Baku nel 2015, i Giochi di solidarietà islamica che si sono appena conclusi, il gran premio di Formula 1 e le quattro partite della fase finale del campionato europeo di calcio nel 2020 – che aiutano a promuovere il paese nel mondo”, ha detto Ahmadzada. “È proprio di questi giorni la notizia della candidatura, presentata dal mio governo, di Baku per ospitare Expo 2025. Ciò conferma il forte ruolo del paese come organizzatore di grandi eventi internazionali”, ha aggiunto l’ambasciatore.
Rapporti solidi ma con ampi margini di miglioramento che l’ambasciata continuerà a festeggiare per tutto il 2017 con una serie di appuntamenti. “Nel corso dell’anno l’ambasciata ha pensato di organizzare una serie di eventi dedicati al 25mo anniversario delle relazioni diplomatiche: il prossimo si terrà dal 22 al 24 giugno, quando ci sarà il primo festival del cinema azerbaigiano in Italia, dove saranno presentati nove film che mostreranno la cultura, la vita sociale e gli aspetti storici del paese. A settembre-ottobre pianifichiamo altre iniziative accademiche per raccontare i rapporti fra i due paesi in varie università italiane, e nel mese di ottobre-novembre ci sarà un altro evento culturale basato su un progetto molto interessante: fare conoscere la città vecchia di Baku, una parte della capitale azera, dichiarata patrimonio culturale dell’Unesco. Per questo motivo, vogliamo organizzare un evento per mostrare questa bellezza dell’Azerbaigian al pubblico italiano. E nella seconda parte dell’anno puntiamo a organizzare un’altra visita importante per chiudere il ciclo di questi festeggiamenti per i 25 anni di relazioni diplomatiche”, conclude l’ambasciatore Ahmadzada.