Azerbaijan

Fascino e musica

5 novembre 2016 Laura Solieri/La Gazzetta di Modena Foto: La gazzetta di Modena

BAKU - «Più che una passione, quella che sento per la musica è una sorta di esigenza, un bisogno irrinunciabile. Mi è sempre piaciuto fin da bambino ascoltare con una certa attenzione i suoni che mi stanno intorno, per coglierne l'emozione».
Il compositore Stefano Muscaritolo, classe 1980, è originario di Carpi e oggi vive in Azerbaijan, dove, tra le altre cose, è direttore del Centro Culturale Italiano di Baku. «Il mio percorso musicale nasce dalla chitarra elettrica durante gli anni dell'adolescenza, uno strumento per cui continuo a provare un grande amore e attraverso il quale ho approfondito per diversi anni di studio nelle accademie tra Modena e Milano vari linguaggi come il Jazz ed il Rock che, assieme alla formazione accademica che mi ha dato il Conservatorio, sono defluiti nella composizione. Mi sono diplomato al Vecchi-Tonelli di Modena, poi ho fatto un Master biennale all'Accademia per l'Opera Italiana di Verona. Lasciandomi guidare dalla vita e avendo sposato una pianista e compositrice azerbaigiana, Kamalia Ali-zadeh, ho avuto modo di entrare in un incredibile mondo di suoni di cui prima non ero a conoscenza, quello della musica Mugam, ovvero della musica colta del medioriente, di cui proprio l'Azerbaijan si fa portavoce come paese in cui il Mugam ha avuto massimo sviluppo tecnico-artistico. Il Mugam è stato un altro dei linguaggi che mi hanno influenzato enormemente non solo dal punto di vista stilistico, ma anche spirituale. Come dico sempre "la mia mente è occidentale ed il mio cuore orientale».
Stefano vive in Azerbaijan ormai da tre anni. «Ci siamo trasferiti inizlamente per una proposta di lavoro che accettai per lavorare come professore presso l'Università Diplomatica dell'Azerbaijan, nel dipartimento di Humanities and Sciences tenendo corsi sulla Storia della Musica e Teatro, poi, da cosa nasce cosa e nel giro di un paio d'anni ora mi ritrovo ad essere il direttore del Centro Culturale Italiano di Baku, che lavora strettamente a fianco dell'Ambasciata Italiana con lo scopo di promuovere la Cultura Italiana in Azerbaijan. Al momento faccio anche attivitaà didattica presso la Oxbridge Academy di Baku in cui studia nostra figlia Camilla. Lavoro con mia moglie nel dipartimento musicale e stiamo dando vita ad un interessante laboratorio di teatro musicale nell'accademia, i ragazzi rispondono molto bene e questo ci dà una grande soddisfazione. Crediamo molto nella musica come mezzo per trasmettere ai ragazzi valori come lavoro di squadra, etica e dedizione».
Stefano racconta che a causa degli impegni lavorativi non torna spesso a casa «ma creare progetti che coinvolgono il mio paese, e soprattutto elementi importanti della creatività della mia regione, mi aiuta molto a sentirmi più vicino a casa, ed anche con una certa fierezza».
A questo proposito Stefano racconta di aver realizzato con un certo successo progetti a Baku come "Futurismo Ora" «in cui io e mia moglie abbiamo composto due brani per Lamborghini e orchestra, eseguiti al Lamborghini showroom di Baku la scorsa estate in occasione del centenario di Ferruccio Lamborghini; inoltre abbiamo scritto e arrangiato musica per gruppi strumentali misti, invitando ensemble dall'Italia come gli AltreVoci Ensemble, Spagna e Grecia per farli suonare assieme a musicisti di Mugam azerbaijani con strumenti tradizionali».
Tanti i progetti a cui Stefano sta lavorando: «Il 3 novembre, in occasione dell'Italian Festival a Baku, organizzato dall'ICE verranno eseguiti dei brani miei e di mia moglie che abbiamo composto ispirandoci ad una serie di illustrazioni dal nome "ArchiMusic" dell'artista Federico Babina. Sarà un concerto per quartetto d'archi, chitarra elettrica, pianoforte e controtenore accompagnato dalla proiezioni multimediale dei lavori di Babina; sia io che Kamalia parteciperemo sia come compositori che come musicisti».
«La musica per me rappresenta l'infinito - conclude Muscaritolo - È ciò che rende l'uomo unico, è ciò da cui scaturiscono infinite domande. E' la rappresentazione dell'equilibrio che regola l'universo, per questo il poterla manipolare penso sia un grande privilegio, un dono per la nostra vita».