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Pil aumentato del 5%

lunedì 12 giugno 2017 Agenzia Nova Foto: TGcom24

ISTANBUL - Il Prodotto interno lordo della Turchia ha registrato una crescita del 5 per cento nel primo trimestre del 2017 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Secondo quanto riferisce l'Istituto di Statistica turco, le previsioni di crescita per il Paese nei primi tre mesi dell'anno erano del 4 per cento. Il valore aggiunto totale nel settore dell'agricoltura è stato del 3.2 per cento, nel settore industriale del 5.3 per cento, in quello delle costruzioni del 3.7 per cento e in quello dei servizi del 5.2 per cento. Le spese delle famiglie sono aumentate del 10,6 per cento nello stesso periodo mentre le importazioni di beni e servizi sono aumentate dello 0,8 per cento. I salari dei dipendenti sono aumentati dell'11,6 per cento mentre il margine operativo netto delle imprese è aumentato del 20.2 per cento.
La scorsa settimana nel suo ultimo rapporto sulle previsioni economiche, la Banca mondiale ha migliorato le stime sulla crescita della Turchia nei prossimi tre anni. Secondo l'istituzione finanziaria internazionale, il Pil turco dovrebbe crescere del 3.5 per cento nel 2017, lo 0.5 per cento in più rispetto alle previsioni di gennaio. "L'economia della Turchia dovrebbe crescere del 3.5 per cento nel 2017, sostenuta da una politica fiscale accomodante - si legge nel rapporto - e del 3.9 per cento nel 2018, oltre lo 0.4 per cento in più rispetto alle stime precedenti per entrambi gli anni, grazie a una diminuzione dell'incertezza, alla ripresa del turismo e ai risultati delle imprese". Nel rapporto si aggiunge che "il miglioramento delle previsioni per la Turchia è dovuto ad una ripresa più rapida del previsto (del Paese) dopo il fallito golpe (del 15 luglio 2016)".
A partire dal 2002, la Turchia ha registrato altissimi tassi di crescita (con punte eccezionali come il 9.5 per cento del 2010 e l’8.8 del 2011). Dal 2012, però, la crescita ha subito un rallentamento, tra il 2 ed il 4 per cento, valori inferiori alla soglia teorica del 5 per cento che le autorità di Ankara ritengono necessaria per fare della Turchia uno dei dieci Paesi più sviluppati al mondo entro il 2023, anno in cui ricorre il centenario della Repubblica. Le cause principali di tale rallentamento sono rappresentate dalla debolezza della domanda interna e dagli effetti negativi delle turbolenze che hanno colpito alcuni mercati di sbocco delle esportazioni turche (Siria e Iraq), nonché della congiuntura economica di alcuni paesi dell’Unione Europea. Tale situazione si è deteriorata a seguito del fallito golpe del luglio 2016 e dei numerosi attentati di diversa matrice che hanno colpito il paese a partire dalla metà del 2015.
Nel 2016 il tasso di crescita del Pil è stato pari a 2.9 per cento con un Pil di 2.59 miliardi di lire turche (ovvero 856,8 miliardi di dollari, in diminuzione rispetto ai 861,5 miliardi di dollari del 2015 a causa del deprezzamento della lira ) e un Pil pro capite di 10.807 dollari. Nel terzo trimestre del 2016, corrispondente ai mesi successivi al tentato golpe di luglio, è stato registrato, per la prima volta dal 2009, un calo del Pil dell’1.3 per cento, compensato poi dalla crescita del 3.5 per cento registrata nell'ultimo trimestre dell'anno.