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Una moschea a piazza Taksim

mercoledì 10 febbraio 2017 Marta Ottaviani/La Stampa Foto: La Stampa

ISTANBUL - Ci siamo. Quello che fino a qualche anno fa sembrava un incubo o, nella migliore delle ipotesi, una cosa impossibile sta per diventare realtà. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan l’ha spuntata anche stavolta. Piazza Taksim, simbolo per decenni della movida e della vita all’occidentale di Istanbul, avrà la sua moschea.
Questa mattina alcuni container del comune hanno delimitato l’area in cui sorgerà l’edificio religioso. A dare il via ai lavori era stata una Commissione culturale appositamente costituita lo scorso 6 gennaio. La notizia era stata data in esclusiva dal quotidiano Hurriyet due giorni fa, ma nessuno pensava che il cantiere sarebbe nato così in fretta. 
La moschea avrà una superficie di circa 1500 metri quadrati. I suoi minareti saranno alti 61 metri, in modo tale da essere visibili anche a distanza e dare a tutti l’impressione che anche nel regno della movida le cose sono cambiate per sempre. Sorgerà in un luogo che adesso serve come posteggio per i camion della polizia che stazionano nella zona, alla faccia dell’emergenza terrorismo e del fatto che Taksim è da sempre uno dei luoghi più sensibili ad attacchi. La sua edificazione comporterà la demolizione di alcuni negozi. 
La moschea di Piazza Taksim è stata una vera e propria telenovela per anni. Una lotta fra amministrazione comunali e tribunali ancora sotto il controllo dei laici e un progetto che ha sempre suscitato le ire di chi vive nella zona. Nel 2011 la partita sembrava chiusa per sempre, grazie alla decisione di un tribunale amministrativo. 
Fino a oggi, con il potere di Erdogan che ormai sembra più forte di tutto. C’è poi un quartiere un tempo simbolo, ma che negli ultimi sta vedendo cambiare rapidamente il suo carattere, anche grazie al massiccio arrivo di turisti sauditi che camminano sempre più numerosi sull’Istiklal Caddesi, il viale pedonale per eccellenza di Istanbul, dove ai sexy shop e locali notturni si stanno sempre più sostituendo ristoranti tradizionali dove l’alcol è off limits.  
La popolazione per il momento sembra non avere opposto resistenza a quello che fino al 2011 sarebbe stato considerato un affronto. Del resto, c’è anche da dire che nel Paese la costruzione di moschee è una costante da anni. Sempre a Istanbul, ma nella parte asiatica, la collina di Camlica, è stata scelta per fare costruire la moschea più cara al presidente della Repubblica, con minareti alti oltre 100 metri e una mole così imponente da essere vista da diverse parti della città. 
Brutte notizie per chi ha il sonno leggero e che, anche grazie all’aumento del volume dell’ezan, il richiamo alla preghiera, viene svegliato all’alba quando ne avrebbe fatto volentieri a meno. Ma soprattutto per la Turchia e per tutto quello che Piazza Taksim rappresentava. Si parla di anni, sembrano passato decenni.