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La visita del ministro del Qatar

mercoledì 30 giugno 2017 Agenzia Nova Foto: Internet

ISTANBUL - Il ministro della Difesa del Qatar, Khalid bin Mohammed el Attiyah, incontrerà oggi ad Ankara l'omologo turco, Fikri Isik, nel mezzo della crisi tra Doha e altri paesi del Golfo.
La visita arriva in un momento di stretta collaborazione tra Turchia e Qatar, dopo la ratifica da parte del Parlamento turco dell'accordo per l'invio di militari nel Paese del Golfo nella base recentemente istituita. La chiusura della base militare turca e il ritiro dei militari di Ankara dal Qatar sono due delle richieste avanzate da Arabia Saudita, Bahrein, Emirati ed Egitto per il ripristino dei rapporti diplomatici con Doha. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha già fatto sapere che Ankara non ha alcuna intenzione di rivedere l'accordo con il Qatar sulla base militare. Erdogan ha definito le richieste fatte al Qatar “contrarie alle norme del diritto internazionale” e “una violazione delle relazioni bilaterali tra i nostri Paesi”.
Una delegazione delle Forze Armate turche era stata inviata in Qatar il 12 giugno scorso per i preparativi relativi al dispiegamento di nuovi militari di Ankara nel paese del Golfo. L'accordo per l'istituzione della base è stato firmato nel 2016, ma il Parlamento l'ha ratificato il 7 giugno nel mezzo dello scontro diplomatico in corso tra Doha e alcuni paesi arabi e del Golfo. Nella crisi Ankara si è schierata apertamente a fianco del Qatar: il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha criticato aspramente le "sanzioni" imposte al Qatar, definendole "disumane e non islamiche" in un discorso tenuto ai deputati del suo partito, Giustizia e sviluppo (Akp). Erdogan ha paragonato le sanzioni a una "condanna a morte" e si è rivolto direttamente all'Arabia Saudita, chiedendo che assuma un ruolo di guida nella soluzione della crisi, annunciando inoltre che discuterà della questione con l'omologo Usa, Donald Trump. Nei giorni scorsi la Turchia si è proposta come mediatore nella crisi tra il Qatar e altri paesi arabi e del Golfo, ma successivamente Erdogan ha assunto una posizione più netta a fianco di Doha.
Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno annunciato lunedì 5 giugno la rottura delle relazioni diplomatiche con Doha, ritirando i propri ambasciatori e imponendo l'espulsione dei cittadini del Qatar. La mossa ha visto anche la chiusura dello spazio aereo, che per i Paesi del Golfo ha implicato anche l'interdizione delle acque territoriali. Riad ha inoltre chiuso il proprio confine terrestre con il Qatar impedendo di fatto qualsiasi transito di merci. Alle misure hanno aderito finora tra gli altri anche Mauritania, Maldive, Senegal, il Governo yemenita del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi e l'esecutivo libico non riconosciuto di Al Baida. Giordania, Gibuti, Ciad e Niger hanno declassato invece le proprie sedi diplomatiche. Paesi come Iran e Turchia si sono schierati con il Qatar promettendo anche l'invio di derrate alimentari.