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Ankara-Roma, un legame solido tra due economie

8 giugno 2017 Ambasciata d'Italia ad Ankara / Tribuna Economica Foto: Ambasciata d'Italia ad Ankara

ISTANBUL “Una delle chiavi di successo dei rapporti economici è stata la capacità delle aziende italiane di creare JV con aziende turche”
“L’Unione Europea è il principale partner commerciale della Turchia con una quota di mercato superiore al 40%”. Nel 2016 l’interscambio tra la UE e la Turchia ha raggiunto i “146 miliardi dollari con importazioni dalla UE per 77.5 miliardi di dollari ed esportazioni verso la UE per 68.4 miliardi”, in crescita rispetto al 2015. “Per darle un parametro, nel 2016 l’interscambio con la Cina era di poco inferiore ai 28 miliardi, mentre con la Russia, in un anno di crisi delle relazioni tra i due Paesi, era di poco inferiore ai 17 miliardi. Come può vedere si tratta di numeri significativi: la Turchia non può fare a meno dell’Unione Europea e per l’Unione Europea la Turchia rappresenta un mercato di sbocco e di approvvigionamento imprescindibile”. Per questo motivo “l’Italia è favorevole ad estendere l’Unione Doganale tra Turchia e Unione Europea, in vigore dal 1996, ai settori finora esclusi, che sono quello dell’agricoltura e quello dei servizi”.

Ambasciatore Mattiolo, a proposito delle relazioni diplomatiche Italia-Turchia: che cosa possiamo dire ai nostri lettori?
Le relazioni diplomatiche tra i nostri Paesi sono sempre state ottime. Esse si basano su una comune identità mediterranea che si riflette in alcuni tratti comuni tra i nostri popoli, penso in particolare al senso di solidarietà e all’ospitalità. Questa comunanza storica si riflette anche sui rapporti politici. Il nostro Paese sostiene da sempre attivamente l’aspirazione turca ad entrare a far parte dell’Unione Europea. Italia e Turchia inoltre sono entrambi membri della Nato, nel cui quadro contribuiscono alla difesa del Fianco Sud dell’Alleanza, alla stabilizzazione del Kosovo e dell’Afghanistan, alle azioni intraprese dalla Nato nella lotta al terrorismo, alla pirateria e alle altre minacce alla pace e alla sicurezza internazionali. Italia e Turchia condividono la medesima visione del futuro delle Nazioni Unite e collaborano su svariati dossier di politica internazionale, come la stabilizzazione della Libia, la crisi in Siria, la gestione dei flussi migratori e il contrasto del crimine organizzato. Sono innumerevoli le occasioni di incontro tra i nostri rappresentanti istituzionali. Di recente abbiamo accolto il Ministro Pinotti in occasione della Fiera sull’industria della difesa ad Istanbul, mentre la scorsa settimana il ministro degli Esteri turco Çavuþoðlu è stato ricevuto dal ministro Alfano dal Presidente del Consiglio e dal Presidente della Repubblica.

…e sul fronte delle relazioni commerciali?
I rapporti economico e commerciali con la Turchia sono eccellenti. Da anni l’Italia si colloca sempre ai primi posti tra i principali partner del Paese: nel 2016 è stato il terzo partner commerciale della Turchia con un interscambio di quasi 18 miliardi di dollari e una presenza di oltre 1300 aziende italiane. La collaborazione economica con la Turchia si caratterizza per una consolidata presenza dei grandi gruppi dell’industria manifatturiera italiana, come Fiat, Barilla, Ferrero, nei principali cluster industriali turchi con propri impianti produttivi; per la partecipazione di grandi aziende italiane allo sviluppo infrastrutturale del Paese, come ad es. Astaldi che da ultimo ha realizzato il terzo ponte sul Bosforo; e per un importante ruolo delle banche italiane nel Paese, come ad es. la partecipazione di Unicredit ad una delle maggiori banche turche, Yapikredi. Non a caso ho citato questi esempi, perché si tratta nella maggior parte di joint ventures tra aziende italiane e turche. Una delle chiavi di successo dei rapporti economici privilegiati tra i nostri Paesi è stata la capacità delle aziende italiane di creare JV con aziende turche, soprattutto nel campo delle infrastrutture, ma si tratta sicuramente di un modello che può essere ulteriormente sviluppato in altri settori, quali quello delle energie rinnovabili, delle bio e nano-tecnologie, della sanità, e in generale in tutti i settori ad alto valore aggiunto, nei quali l’Italia può contribuire con competenze assai avanzate. A questo proposito, vorrei ricordare che il secondo elemento di successo è legato alla natura stessa delle nostre economie che non sono in competizione, ma viceversa complementari. La consolidata intesa esistente tra i due Governi e i due ambienti imprenditoriali, in particolare, ha permesso negli anni il trasferimento in Turchia di tecnologia anche in settori tradizionalmente considerati sensibili, come quello della difesa.

Tornando ai rapporti Italia-Turchia: lo scorso 22 febbraio 2017 si è tenuta ad Istanbul la prima Joint Economic and Trade Commission (Jetco) dove è stato firmato un protocollo per il rafforzamento degli investimenti e della cooperazione economica in vari settori. Di che cosa si tratta esattamente?
Lo scorso febbraio finalmente si è tenuta la prima sessione Jetco tra Italia e Turchia. In quell’occasione il Ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e il Ministro turco dell’Economia Nihat Zeybekçi, si sono incontrati per discutere come incrementare le opportunità di business tra i due Paesi e come superare alcuni ostacoli al commercio che ancora permangono. In quell’occasione è stato firmato anche un Protocollo per il rafforzamento degli investimenti e della cooperazione economica in settori che riteniamo fondamentali per lo sviluppo dei rapporti economici tra i due Paesi: infrastrutture, energia, sanitario, agricoltura, sostegno alle PMI, tecnologia, turismo e cultura. Si tratta di un importante documento che traccia le linee guida per le attività di cooperazione future, non solo nei rispettivi Paesi, ma anche ad esempio in Paesi terzi, con prospettive di cooperazione congiunta. Recentemente, Sace e Turk Eximbank, hanno firmato un importante accordo di co-assicurazione finalizzato a promuovere le relazioni commerciali tra imprese italiane e turche.

Nel dettaglio?
Un altro risultato di rilievo raggiunto durante Jetco è stata la firma dell’accordo di coassicurazione tra Sace e la controparte turca, Turk Eximbank. Si tratta di un importante strumento a disposizione delle imprese turche e italiane. L’accordo tra le due società, infatti, ha l’obiettivo di incrementare le opportunità di investimento e commercio delle grandi e piccole imprese italiane e turche attraverso la creazione di una piattaforma di condivisione del rischio e delle informazioni e istituendo un quadro giuridico che permetterà di attuare progetti congiunti turco-italiani in Paesi terzi, così come auspicato durante l’incontro tra i ministri Calenda e Zeybekçi.

Che cosa sono e come funzionano i desk Ice su commercio, brevetti e investimenti? 
 Il Sistema Italia in Turchia è molto efficace anche grazie all’azione svolta dall’Ufficio dell’Agenzia Ice di Istanbul. L’Ufficio si avvale della preziosa collaborazione di esperti in materia legale e commerciale che operano in Desk dedicati per la Tutela della proprietà intellettuale e per l’Assistenza per gli ostacoli al commercio.
Questi Desk, finanziati dal ministero per lo Sviluppo Economico, forniscono assistenza gratuita alle aziende italiane. Dall’ottobre 2015 è inoltre operativo il Desk Attrazione Investimenti. Si tratta della prima di una serie di strutture di questo tipo che sono state aperte anche a Londra, Dubai, Singapore, Tokyo, New York e San Francisco con l’obiettivo di attrarre potenziali investitori stranieri nel nostro Paese. Si tratta di un Desk di cui andiamo particolarmente orgogliosi per gli importanti risultati raggiunti già nei primi mesi di attività, con significative ricadute occupazionali sul nostro Paese.

In quale direzione si sta lavorando per aumentare collaborazione e sicurezza degli investimenti tra i due Paesi?
Ai fini della sicurezza degli investimenti, ricordo che tra Italia e Turchia è in vigore dal 2004 uno specifico accordo per la promozione e la protezione degli investimenti. Per quanto riguarda la composizione amichevole delle controversie, l’Ambasciata italiana è sempre a disposizione delle aziende che dovessero trovarsi di fronte a un problema in Turchia, nel facilitare il dialogo con le autorità competenti ed evitare contenziosi. Infine, ove risulti necessario, la stessa Joint Economic and Trade Commission, che si compone di delegazioni ministeriali italiane e turche al più alto livello, costituisce in sé un prezioso foro di dialogo per la soluzione di problemi.