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Vietato il rientro dell'ambasciatore olandese

lunedì 13 marzo 2017 R.it Foto: Turkish Daily News/AA photo

BRUXELLES - Cade nel vuoto il richiamo rivolto da Ue e Nato alla Turchia e ai Paesi europei in polemica con Ankara ad abbassare i toni. Il Governo turco ha infatti annunciato una serie di sanzioni nei confronti dell'Olanda, a cominciare dal divieto di rientro ad Ankara dell'ambasciatore olandese Cornelis Van Rij e dalla chiusura dello spazio aereo ai diplomatici dei Paesi Bassi.
Tra i provvedimenti anche la sospensione dei rapporti diplomatici di alto livello finché L'Aja non consentirà che si tengano le iniziative politiche sul referendum turco anche in Olanda.
"È stato deciso che finché le cose che abbiamo detto non saranno rispettate, all'ambasciatore olandese non sarà consentito di ritornare", ha detto il vicepremier Numan Kurtulmus.
Oggi il ministero degli Esteri turco ha convocato l'incaricato d'affari dell'Olanda al quale ha consegnato due note di protesta ufficiale per le "pratiche adottate contro ministri e cittadini turchi in Olanda".
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan oggi è tornato ad accusare la Germania, nella persona della cancelliera Angela Merkel. "Sostiene i terroristi", ha affermato in un'intervista alla rete televisiva a-Haber. E in particolare ha accusato il governo di Berlino di non aver fornito alcuna risposta ai 4.500 dossier su presunti terroristi inviati da Ankara. "Signora Merkel - ha chiesto - perché nasconde dei terroristi nel suo Paese? Perché non fa nulla? Lei sta sostenendo i terroristi".
Erdogan ha inoltre affermato che il giornalista turco-tedesco Deniz Yucel, corrispondente del quotidiano Die Welt detenuto in Turchia, di cui Berlino chiede il rilascio, "è un agente e un terrorista". E ha ulteriormente criticato Merkel per l'appoggio dato al premier olandese Mark Rutte, che si è rifiutato di autorizzare due ministri turchi a partecipare a dei comizi in favore del referendum costituzionale turco proposto dallo stesso Erdogan. Successivamente il leader di Ankara ha ribadito il polemico paragone avanzato allora fra la Germania attuale e il Terzo Reich: "Nazismo, possiamo chiamarlo neonazismo, una nuova tendenza nazista".
Merkel ha replicato tramite il suo portavoce. L'accusa di sostegno al terrorismo da parte di Erdogan è "chiaramente assurda", ha dichiarato Steffen Seibert, "la cancelliera non ha intenzione di partecipare alla gara delle provocazioni. Non lo farà".
Alle dichiarazioni di Erdogan si sommano le affermazioni del ministro per gli Affari europei turco, Omer Celik: la Turchia dovrebbe rivedere parte dell'accordo sui migranti siglato con l'Unione Europea, ha dichiarato, citato dall'agenzia di stampa Anadolu. "La posizione dell'Olanda rappresenta una minaccia per i valori fondamentali dell'Unione Europea" e Ankara imporrà "certamente sanzioni", ha aggiunto
Un durissimo scambio che alimenta nuova tensione proprio al termine di una giornata segnata inizialmente dalla richiesta della UE alla Turchia di "astenersi da commenti eccessivi e da azioni che possano esacerbare la situazione, che può essere risolta solo mantenendo un buon canale di comunicazione aperto", nella crisi tra Ankara e l'Olanda. Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha già avuto diversi contatti telefonici con altri leader sul conflitto tra Ankara e alcuni Stati membri. "Dopo le tensioni degli ultimi giorni, è essenziale evitare un'ulteriore escalation e trovare modi per calmare la situazione", ha rimarcato il portavoce Margaritis Schinas. Per l'Esecutivo comunitario, "la decisione di tenere incontri e comizi elettorali negli Stati membri è una questione che riguarda gli Stati membri nel rispetto delle leggi internazionali e nazionali".
Anche l'Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, ha avuto diversi colloqui con le controparti europee e turche. Il miglior modo per risolvere il conflitto è attraverso canali diplomatici, "abbassando i toni della retorica", continua il portavoce della Commissione. Per l'Unione l'autorizzazione o meno di manifestazioni o incontri e le eventuali conseguenze legali come fermi o arresti "sono una questione per gli Stati membri coinvolti", e questo "in accordo con il diritto nazionale e internazionale", spiega Schinas a chi chiede se Bruxelles avesse dato direttive ai 28 sulle richieste del governo turco e se giudicasse giusto il trattamento riservato dall'Olanda ai diplomatici turchi per quanto avvenuto a Rotterdam. "Bisogna mantenere i legami aperti e diretti", ha ribadisce il portavoce.
Un invito alla calma arriva oggi anche dai vertici Nato. Jens Stoltenberg ha chiesto ai due membri dell'alleanza di disinnescare l'escalation della controversia: "Un dibattito accesso è possibile ed il cuore delle nostre democrazie, ma allo stesso modo è fondamentale il rispetto reciproco" ha detto il Segretario generale dell'Organizzazione, "vorrei incoraggiare tutti gli alleati a mostrare rispetto reciproco, mantenere la calma e avere un approccio misurato. Per contribuire a diminuire le tensioni, è importante concentrarci su tutto ciò che ci unisce".
La crisi diplomatica, piuttosto, ha coinvolto i Paesi più vicini all'Olanda, come Danimarca e Germania, che hanno espresso sdegno per i riferimenti al nazismo fatti dal presidente turco Erdogan. Le autorità turche hanno fatto chiudere l'ambasciata olandese ad Ankara e il consolato olandese a Istanbul, in cima al quale un uomo non identificato ha issato la bandiera turca al posto di quella olandese, mentre gruppi di dimostranti gridavano in strada "Allahu Akbar" e insulti contro la "maledetta e razzista Olanda".