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Ankara: rivedere una parte dell'accordo sui migranti

lunedì 13 marzo 2017 Raffaella Cagnazzo/Corriere della Sera Foto: Corriere della sera/laPresse

ROMA - La Turchia dovrebbe riconsiderare parte dell’accordo sui migranti concluso con l’Unione Europea. È quanto riferisce l’agenzia di stampa turca citando il ministro turco per l’Europa, Omer Celik.
Una reazione al braccio di ferro tra Olanda e Turchia dopo lo stop (sabato) del sindaco di Rotterdam al comizio di due ministri di Ankara che volevano fare campagna elettorale per il referendum del 16 aprile presso i concittadini della città. Il conseguente stop all’ingresso del ministro degli Esteri turco in aereo e le dichiarazioni di Erdogan che ha definito l’Olanda un Paese fascista.
Lo scontro diplomatico potrebbe portare dunque Ankara a rivalutare l’accordo raggiunto con l’Unione Europea sui migranti nel marzo 2016. Il governo turco dovrebbe esaminare proprio nelle prossime ore l’adozione di sanzioni nei confronti dei Paesi Bassi, visto l’acuirsi dei contrasti con l’alleato Nato impegnato in una tesissima campagna elettorale nella quale il tema principale sono la paura per l’Islam e lo straniero. Uno scontro diplomatico in cui fa sentire la sua voci anche Bruxelles. Il portavoce della Commissione UE Margaritis Schinas ha precisato che bisogna «fare tutto il necessario per mantenere lo spirito e la lettera» dell’accordo UE-Turchia sui migranti. «Noi lavoriamo con spirito costruttivo perché l’accordo sia mantenuto, e speriamo che la parte turca faccia lo stesso» ha sottolineato.
Nella questione interviene anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel che, facendo riferimento alle frasi pronunciate da Erdogan dopo che il governo olandese ha ritirato il permesso per un comizio di ministri turchi nel Paese, ha precisato: «La Germania respinge in maniera assoluta» i commenti del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha parlato degli olandesi come di «residui del nazismo».
Merkel ha aggiunto che «questo rifiuto è valido anche per i nostri alleati, come l’Olanda. Questi paragoni sono del tutto sbagliati. Banalizzano le sofferenze. In particolare in Olanda, che ha subito così tanta agonia a causa del nazismo, è totalmente inaccettabile. Ecco perché l’Olanda può contare sul mio completo appoggio e sulla mia solidarietà su questo argomento».
Ma gli attacchi all’Olanda non si sono fermati qui. Il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu è tornato ad attaccare l’Olanda, affermando ai microfoni della Cnn turca che «in Olanda c’è un Governo fascista, in Turchia no». Secondo Cavusoglu, i fatti degli ultimi giorni hanno mostrato che «non c’è alcuna differenza» tra i politici che siedono nel governo olandese e l’ultradestra xenofoba e populista di Gert Wilders.
Il 16 aprile i cittadini turchi sono chiamati al voto per esprimere la propria opinione sul referendum costituzionale con cui i turchi devono decidere del passaggio al presidenzialismo, una riforma voluta dal presidente Recep Tayyip Erdogan e che gli darebbe enormi poteri. Del mezzo milione di turchi residenti in Olanda, circa la metà ha esercitato il diritto di voto alle scorse elezioni.