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Summit a due tra Putin ed Erdogan

21 settembre 2017 Agenzia Nova Foto:

NEWW YORK - Il presidente russo, Vladimir Putin, incontrerà l'omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, giovedì 28 settembre. Lo ha annunciato Erdogan in un discorso al Bloomberg Global Business Forum di New York aggiungendo che prima dell'incontro di Ankara avrà una conversazione telefonica con Putin il 25 settembre.
"Ceneremo insieme giovedì [28 settembre] e parleremo degli sviluppi in Siria", ha dichiarato Erdogan. Nei giorni scorsi i tre Paesi garanti della tregua in Siria, Turchia, Russia e Iran, hanno raggiunto un accordo ad Astana, in Kazakhstan, sui confini delle zone di sicurezza nelle quali saranno inviati osservatori per monitorare il cessate il fuoco. Anche la città settentrionale di Idlib, sotto il controllo dei gruppi terroristici jihadisti, è parte di queste zone di de-escalation. La Russia, tramite un suo funzionario, aveva già annunciato che ogni paese avrebbe inviato 500 soldati nelle zone di sicurezza. I colloqui tecnici per le modalità di spiegamento delle forze sono ancora in corso.
L'incontro tra i due capi di Stato, riferisce il quotidiano "Hurriyet", riguarderà anche l'acquisto di missili anti-balistici S-400 dalla Russia, tema che ha suscitato preoccupazione negli alleati di Ankara nella Nato. "In Siria ci sono già gli S-400. Anche la Turchia deve averli. Non vogliamo solo gli S-400, ma anche gli S-500, perfino gli S-600", ha aggiunto Erdogan. Il capo dello stato turco ha sottolineato inoltre come ci siano "altre decisioni" che il paese deve prendere in materia di difesa, come il possibile acquisto di missili balistici.
Lo scorso 14 settembre Erdogan aveva respinto apertamente le critiche della comunità occidentale sul nuovo accordo siglato con Mosca per l'acquisizione del sistema di difesa missilistico S-400. "La Turchia, come membro della Nato, continuerà ad implementare il suo apparato di difesa", ha affermato Erdogan. Il presidente turco ha aggiunto che "nonostante la comunità internazionale non abbia accettato l'acquisto del sistema missilistico dalla Russia" Ankara continuerà a "prendere tutte le misure necessarie" per garantire la sicurezza del paese. In precedenza, sempre Erdogan aveva dichiarato che il suo paese ha già versato un acconto alla Russia per l'acquisto del sistema antimissilistico. A sua volta, Vladimir Kozhin, assistente presidenziale russo, ha riferito che la fornitura del sistema risponde pienamente agli interessi di Mosca nella cooperazione tecnica militare. "Posso solo garantire che tutte le decisioni adottate in questo contratto corrispondono rigorosamente ai nostri interessi strategici", ha dichiarato Kozhin, secondo quanto riferisce l'agenzia "Tass". Il funzionario ha aggiunto che la reazione dell'Occidente, che sta cercando di fare pressione sulla Turchia, è abbastanza comprensibile.
Il Pentagono lo scorso 31 luglio aveva lanciato un duro messaggio alla Turchia, accusandola di acquistare il sistema di difesa russo invece di investire nella tecnologia della Nato. In quell’occasione il portavoce del dipartimento della Difesa statunitense, il capitano Jeff Davis, aveva dichiarato che il Pentagono era preoccupato dell’acquisto da parte della Turchia di tecnologia russa dato che potrebbe entrare in conflitto con le attrezzature utilizzate dagli altri membri dell’Alleanza atlantica. "In generale è una buona idea per gli alleati acquistare apparecchiature interoperabili", aveva detto Davis. Il portavoce del Pentagono ha osservato che Washington vuole che i partner acquistino materiali all’interno dei partner Nato e investano ulteriormente nell’Alleanza.
Alcuni giorni prima, il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, aveva sottolineato che restavano poche questioni da chiarire per formalizzare il contratto di fornitura alla Turchia del sistema antimissili russo. In un’intervista rilasciata a metà luglio all’emittente “Trt Haberturk”, l’allora ministro della Difesa turco, Fikri Isik (sostituito lo scorso 19 luglio da Nurettin Canikli) aveva sottolineato come il governo di Ankara fosse intenzionato ad acquistare gli S-400 per utilizzarli "nel breve periodo", per poi sviluppare un sistema "autoctono" di difesa con la collaborazione di Francia e Italia.
"Tutto il lavoro tecnico è stato completato - aveva aggiunto Isik - e siamo arrivati alla decisione finale di acquisire il sistema S-400 dalla Russia". Successivamente Isik aveva annunciato la firma di un accordo con il consorzio italo-francese Eurosam per sviluppare un proprio sistema antimissilistico. A inizio giugno, invece, lo stesso presidente russo, Vladimir Putin, durante il forum economico internazionale di San Pietroburgo, aveva detto che Mosca era pronta a vendere il sistema S-400 alla Turchia.
Sul fatto che Ankara possa però effettivamente acquisire il sistema e integrarlo con quello della Nato pesano enormi incognite, legate a possibili gravi conseguenze sul piano politico e geostrategico e a problemi non trascurabili dal punto di vista tecnico. Ankara sarebbe infatti il primo Paese della Nato ad acquisire un sistema strategico russo non integrabile nella rete di difesa missilistica dell’Alleanza e con l'acquisizione degli S-400 sarebbe costretta a mettere a disposizione dei tecnici russi codici e informazioni classificate che riguardano i missili statunitensi, oltre che gli altri sistemi Nato, come radar di scoperta, sistemi di trasmissione dati e quant’altro, coinvolti nella rete difensiva.