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Alta tensione

20 luglio 2017 Tonia Mastrobuoni/R.it Foto: R.it/Afp

BERLINO - La Germania  abbandona la cautela mostrata sinora nei rapporti con Erdogan e risponde con durezza all'ennesimo arresto ingiustificato di un cittadino tedesco in Turchia.
Il ministro degli Esteri, Sigmar Gabriel, ha annunciato un 'nuovo orientamento' delle relazioni con Ankara che comincerà, intanto, con un allarme ufficiale per chi viaggia nel Paese. La Germania è il Paese con la più grande comunità turca al mondo. E per i tedeschi la Turchia è meta prediletta per le vacanze.
Ma il vicecancelliere socialdemocratico minaccia anche un esame approfondito dei rapporti commerciali con Ankara e persino una discussione con i partner europei sui fondi promessi dall'Unione Europea nell'attuale fase di pre-adesione della Turchia. Si tratta di quasi 4.5 miliardi che Ankara dovrebbe ricevere entro il 2020. Gabriel ha detto che la Germania "si aspetta un ripristino dei valori europei" in Turchia.
Ieri il ministro era precipitosamente tornato dalle ferie nel Mar Baltico e aveva convocato l'ambasciatore turco dopo l'ennesimo strappo. Nei giorni scorsi sei attivisti di Amnesty International, tra cui Peter Steudtner, sono stati arrestati con la ridicola accusa di essere dei terroristi. La reazione di Angela Merkel - di solito prudente con il Paese con cui la Ue ha sottoscritto un accordo sui profughi che vale sei miliardi di euro - è stata immediata, stavolta. L'arresto sarebbe stato "del tutto ingiustificato" e ieri Gabriel ha chiesto all'ambasciatore l'immediato rilascio dei sei attivisti.
La Turchia sta anche sommergendo Berlino di liste di presunti terroristi, che nel linguaggio del Sultano corrisponde a una fantomatica vicinanza col predicatore dissidente Fathullah Guelen. E chiede di consegnarli ad Ankara. Ma nel crescendo grottesco con la Germania, Ankara ha trasmesso una lista di aziende sovversive nella quale figurerebbero persino due colossi come Daimler e Basf, oltre a kebabari del Nordreno-Westfalia e proprietari di minimarket berlinesi.
Secondo alcuni media tedeschi, Erdogan starebbe aumentando le pressioni su Berlino attraverso una vera a propria strategia degli ostaggi. Sono 22 i tedeschi arrestati dal putsch di un anno fa, nove si trovano ancora in prigione, quasi tutti con accuse deliranti. La Turchia punterebbe alla consegna degli oppositori che hanno chiesto asilo in Germania. Una pia illusione, com'è ovvio.
Ma nella forsennata produzione di liste nere, i turchi ne hanno fornito una ai servizi segreti, secondo alcuni giornali tedeschi, che rivelerebbe dei finti poliziotti che avrebbero dovuto organizzare un attentato contro Erodgan al G20 di inizio luglio ad Amburgo. Torna alla mente uno stranissimo e scandaloso fatto di quei giorni.
A 32 giornalisti è stato ritirato dalle autorità tedesche l'accredito per il vertice, senza una motivazione ufficiale, per 'motivi di sicurezza'. Alcuni giornalisti finiti su quella lista avevano semplicemente lavorato nei territori curdi della Turchia, qualcuno era stato anche arrestato. E a molti è venuto il sospetto che la lista dei 32 giornalisti fosse stata suggerita dai servizi segreti turchi. Un sospetto che, se confermato, getterebbe una brutta luce anche sui servizi tedeschi, proni ai deliri erdoganiani. Ma forse la musica cambia, ora.