Il Punto

Il punto n. 4

IL PUNTO

    TURCHIA
_________ 2 GIUGNO   Una parata di troppo

Martedì, Maggio 29, 2012
ROMA - Turchia Oggi
Foto - fatticronaca.it
_____________________________________________________________   _____________________________________________________________   Una delle tante immagini degli effetti del terremoto in Emilia
Come scrive l’editorialista del <Corriere della Sera> Aldo Cazzullo, quello di questi giorni non è il terremoto di una regione ma è  il terremoto dell’Italia. La maggior parte delle industrie sono infatti concentrate in Emilia e fuori di essa, tra la Bassa da una parte e la Lombardia dall’altra; se pure più a nord. Il colpo inferto dalla natura è stato durissimo sia in termine di vite umane sia per i danni al patrimonio artistico-culturale sia soprattutto per le decine e decine di fabbriche distrutte o comunque lesionate.
Siamo certi che la gente del posto saprà reagire, come ha auspicato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Per la verità lo stava facendo e si era già rimboccate le maniche ma nessuno poteva prevedere che il sisma colpisse una seconda volta con estrema violenza. Quello che lascia sconcertati, in un momento così tragico, è vedere però le nostre istituzioni apatiche, in qual modo rassegnate agli eventi, quasi a dire “voi siete tanto bravi che potere fare anche da soli”. Finora non c’è stata nessuna mobilitazione nazionale, né da parte dell’esercito né da parte di altre forze. In prima fila solo i volontari, per la verità tanti. E fa specie anche che, nonostante tutto quello che è successo, si sia deciso di celebrare comunque la giornate del 2 giugno con la parata militare. In forma “sobria”, si è precisato. Sobria o non sobria, noi siamo dell’idea che non andrebbe fatta. E non tanto e non solo per rispetto ai morti (e perché no, pure ai vivi), quanto perché quegli uomini (i soldati) potevano essere inviati da subito sui posti della catastrofe;  con mezzi adeguati  per scavare tra le macerie e, chissà, anche per salvare qualche persona ancora superstite, e poi per fare tante altre cose
Precisiamo. Noi non siamo assolutamente controil 2 giugno e la sua festa, tenuto presente oltretutto che ragioniamo da destra e quindi abbiamo il massimo rispetto della patria e dei suoi valori. Ma in frangenti come questi, vivaddio, occorre anche rendersi conto che una parata non è necessaria. Si poteva rinviarla tranquillamente al prossimo anno.